Il sindacato sollecita la giunta ad approvare in tempi rapidi le nuove regole sul lavoro agile: “Basta disparità tra uffici, servono criteri uguali per tutti”.
Lo smart working al Comune di Taranto torna al centro del confronto tra sindacato e amministrazione. La Cisl FP ha inviato una nota alla giunta comunale per chiedere un’accelerazione sull’approvazione del nuovo regolamento sul lavoro agile, ritenuto necessario per superare le differenze oggi esistenti tra i vari uffici e dare risposte più chiare ai dipendenti.
A firmare il documento è Fabio Ligonzo, segretario aziendale della Cisl FP del Comune di Taranto, che parla di una decisione non più rinviabile. Secondo il sindacato, l’attuale disciplina, prorogata fino al 31 maggio 2026, non è più adeguata a garantire uniformità di trattamento. Il punto critico riguarda soprattutto la previsione che consente fino a due giorni di lavoro agile, ma lasciando l’applicazione alla valutazione dei dirigenti. Una formula che, nella pratica, avrebbe prodotto criteri diversi da settore a settore.
Per la Cisl FP, questo meccanismo ha creato una situazione sbilanciata tra lavoratori che svolgono attività simili ma si ritrovano con possibilità diverse di accesso allo smart working. Da qui la richiesta di arrivare in tempi brevi a un regolamento più definito, con regole uguali per tutti e margini di discrezionalità ridotti.
Smart working al Comune di Taranto, cosa chiede il sindacato
Il sindacato guarda con favore alla proposta avanzata dal Comune durante la delegazione trattante. In particolare, viene giudicata positivamente l’ipotesi di prevedere due giorni settimanali certi di lavoro agile. Per la Cisl FP questa soluzione offrirebbe tre vantaggi immediati: chiarezza nelle regole, maggiore trasparenza nell’applicazione e un trattamento più uniforme tra i dipendenti.
Ligonzo richiama anche il contratto nazionale delle Funzioni locali 2022-2024, indicando il lavoro agile come uno strumento già previsto e utile non soltanto per l’organizzazione interna, ma anche per assicurare continuità dei servizi e maggiore efficienza. Nella posizione del sindacato pesa anche il contesto economico, con il riferimento diretto ai costi dell’energia che continuano a incidere sulla vita quotidiana dei lavoratori.
Un altro tema sollevato riguarda la coerenza delle scelte istituzionali. La Cisl FP fa notare che il Comune già utilizza modalità da remoto per lo svolgimento delle commissioni consiliari, richiamando il regolamento vigente che consente ai consiglieri comunali di partecipare a distanza. Secondo il sindacato, se questo modello è già considerato valido per l’attività istituzionale, non si vede perché non debba esserlo anche per il personale dell’ente.
Regolamento lavoro agile, il nodo delle disparità tra uffici
Nella nota c’è anche un richiamo al quadro regionale. La Cisl FP cita le esperienze avviate in Puglia, compresi percorsi più avanzati di lavoro agile in altre realtà pubbliche, come segnale di una direzione ormai chiara: il lavoro da remoto non viene più considerato una misura eccezionale, ma una leva organizzativa stabile.
Accanto al tema dei diritti e dell’organizzazione, il sindacato collega lo smart working anche alla sostenibilità. Ridurre gli spostamenti casa-lavoro significa, secondo questa impostazione, abbassare i costi per i dipendenti, contenere i consumi energetici e limitare l’impatto ambientale. Un punto che, nel caso di Taranto, assume un peso ancora più rilevante per il legame storico della città con le questioni ambientali.
La richiesta finale all’amministrazione è netta: approvare rapidamente il nuovo regolamento e chiudere una fase di incertezza che, secondo la Cisl FP, rischia di indebolire anche la credibilità dell’azione amministrativa. La questione ora passa alla giunta, chiamata a trasformare il confronto sindacale in un provvedimento concreto.









