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Ex Ilva Taranto, allarme sicurezza alle cokerie: “Impianti da fermare subito”

Ex Ilva Taranto torna al centro dell’attenzione per una nuova denuncia sulle condizioni di sicurezza nello stabilimento. Al centro della segnalazione c’è la batteria numero 7 delle cokerie. Secondo quanto riferito nel comunicato di Luciano Manna di VeraLeaks, i lavoratori operano in un’area segnata da degrado strutturale e rischi elevati.

Sicurezza nelle cokerie sotto accusa

Nel comunicato, Luciano Manna parla di corrimano corrosi dalla ruggine e di riparazioni di fortuna. I problemi riguarderebbero i piani di calpestio usati durante le manutenzioni. Si tratta di zone collocate a circa 15 metri dal suolo. In quei punti, sempre secondo quanto riferito nel comunicato di Luciano Manna di VeraLeaks, passano e lavorano sia i dipendenti dello stabilimento sia gli addetti delle ditte dell’indotto.

La denuncia riapre così il tema della sicurezza degli impianti. Il nodo riguarda la reale idoneità di strutture vecchie e già finite al centro di polemiche e contestazioni. Per chi denuncia, il problema non sarebbe più rinviabile.

Il dibattito sul futuro dell’ex Ilva

La presa di posizione arriva nello stesso giorno in cui il presidente di Federmeccanica, Simone Bettini, è intervenuto a Taranto durante una conferenza stampa a Confindustria. Il suo ragionamento si è concentrato sul futuro industriale del sito e sulle ricadute occupazionali di una possibile chiusura.

A quelle parole, Luciano Manna ha replicato con toni netti. Nel comunicato, l’attenzione viene spostata prima di tutto sulla tutela della vita dei lavoratori. Secondo quanto riferito nel comunicato di Luciano Manna di VeraLeaks, il tema centrale non è soltanto il destino produttivo della fabbrica. Prima ancora viene la sicurezza di chi entra ogni giorno negli impianti.

Cosa cambia per Taranto

Ex Ilva Taranto resta così al centro di uno scontro che coinvolge lavoro, salute e prospettive del territorio. La nuova denuncia rilancia una richiesta precisa. Fermare gli impianti ritenuti non sicuri. La questione, per Taranto, non riguarda solo l’industria. Riguarda il diritto dei lavoratori a non rischiare la vita sul posto di lavoro e a tornare a casa in sicurezza.

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