Il bilancio 2026 a Taranto e il DUP 2026-2028, per il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Lazzàro, sono il primo test della nuova amministrazione. È qui che la programmazione politica dovrebbe diventare una visione concreta. Dai documenti, però, emergono criticità che riducono lo spazio di manovra.
Conti in tensione tra disavanzo e contenziosi
Dalla lettura degli atti, Lazzàro evidenzia un disavanzo di circa 820 mila euro da ripianare. Ma il punto più pesante, sostiene, riguarda i debiti fuori bilancio. Sarebbero oltre 5 milioni di euro legati a contenziosi e sentenze. Per il consigliere, è questo il peso che condiziona davvero il bilancio del Comune.
Lazzàro sottolinea anche un altro aspetto. Il primo bilancio della nuova amministrazione partirebbe già usando l’avanzo accantonato. L’obiettivo, secondo lui, è coprire contenziosi milionari. Una scelta che, a suo avviso, assorbe risorse di sicurezza. E limita i margini per il futuro.
Le spese principali e il tema della strategia
Nel merito delle voci di spesa, il consigliere richiama alcune cifre. Parla di circa 2,4 milioni di euro per i servizi generali degli immobili comunali. Indica poi 1,2 milioni per la gestione degli spazi urbani. Aggiunge 740 mila euro per la pulizia delle strutture comunali. Cita inoltre quasi 6 milioni destinati agli autobus elettrici e alle infrastrutture di ricarica.
Sono importi importanti. Riguardano servizi essenziali e investimenti. Nei documenti, però, Lazzàro dice di non vedere una strategia complessiva. Il riferimento è a temi come servizi sociali, polizia locale e manutenzione urbana. Cita anche la programmazione dei lavori pubblici.
Il calo demografico come dato decisivo
Lazzàro pone l’accento anche sull’andamento demografico. Taranto, osserva, è scesa sotto i 188 mila residenti. Il saldo naturale resta negativo. Per il consigliere, questo dato dovrebbe guidare le politiche pubbliche. Vale per lavoro e servizi. Vale anche per qualità urbana e capacità di attrarre giovani.
PNRR e rigenerazione: serve una macchina efficiente
Nel ragionamento del consigliere, la sfida è anche organizzativa. Per gestire la rigenerazione urbana, le risorse del PNRR e i grandi interventi infrastrutturali serve un’amministrazione forte. Lazzàro sostiene che senza una struttura efficiente la programmazione rischia di restare sulla carta. E i cittadini non vedono risultati.
Cosa cambia per i cittadini
Il consigliere richiama un obiettivo pratico. Taranto, dice, ha bisogno di servizi più efficienti. Serve anche una città più pulita. E occorre una programmazione seria degli interventi. Per Lazzàro il bilancio dovrebbe indicare una direzione chiara.
Da consigliere comunale di Fratelli d’Italia, conclude, continuerà a svolgere il ruolo di controllo e proposta. La credibilità delle istituzioni, afferma, passa dalla sostenibilità dei conti. E da scelte capaci di reggere nel tempo.









