La Nave Garibaldi lascerà l’Italia entro la fine dell’anno per essere ceduta gratuitamente alla Repubblica Indonesiana. L’operazione attende solo il via libera definitivo delle Commissioni Difesa di Camera e Senato. Al momento non emergono segnali di ripensamento.
La decisione chiude anche l’ultima possibilità che a Taranto qualcuno sperava di tenere aperta: trasformare l’ex nave ammiraglia della Marina Militare in un museo galleggiante. Il Dipartimento Nautico e Navalmeccanico di CONFAPI Taranto ha espresso rammarico per la scelta, che cancella un progetto ritenuto utile per il territorio.
Nave Garibaldi verso l’Indonesia: cosa decide il Parlamento
La Nave Garibaldi, storica unità della Marina Militare, è ormai considerata superata rispetto agli attuali requisiti tecnico-operativi. Per questo lo Stato ha scelto la strada della cessione internazionale.
Il passaggio formale dipende ora dal parere delle Commissioni Difesa del Parlamento. Se arriverà il via libera definitivo, l’unità navale verrà trasferita all’Indonesia entro la fine dell’anno.
Secondo CONFAPI Taranto, il destino della nave avrebbe potuto essere diverso se si fossero create le condizioni per una riconversione culturale e turistica.
Portaerei Garibaldi, l’ipotesi museo a Taranto che sfuma
Per anni la Garibaldi è stata il simbolo della flotta italiana. Per oltre vent’anni ha svolto il ruolo di nave di bandiera della Marina Militare. Inoltre Taranto è stato il suo porto di destinazione per più di quarant’anni.
Proprio per questo negli ultimi anni si era parlato di una possibile trasformazione in museo navale. L’idea era creare un luogo capace di raccontare la storia della Marina e dell’industria navale italiana.
Un progetto di questo tipo, secondo CONFAPI Taranto, avrebbe potuto rafforzare l’offerta turistica della città. Il tema è particolarmente rilevante mentre Taranto si prepara ad ospitare eventi internazionali come i Giochi del Mediterraneo.
Costi e scelte dello Stato
La valutazione economica ha avuto un peso decisivo. Il mantenimento della portaerei richiede circa 5 milioni di euro. Un’eventuale alienazione con operazioni di bonifica arriverebbe invece a sfiorare i 19 milioni.
Il governo ha quindi scelto una soluzione diversa, legata anche ai rapporti industriali e alle possibili collaborazioni future con l’Indonesia.
Secondo il mondo produttivo ionico, però, mantenere la nave in Italia avrebbe potuto offrire una nuova opportunità di sviluppo. La trasformazione in museo sarebbe stata anche un segnale nella direzione della diversificazione economica del territorio.
Cosa cambia per Taranto
Con la cessione ormai vicina, la Nave Garibaldi non resterà nel Paese che l’ha vista protagonista per decenni. Taranto perde così la possibilità di conservare uno dei simboli più riconoscibili della propria storia navale.
Molti avrebbero voluto continuare a vedere la storica unità ormeggiata nel porto ionico. Un luogo dove raccontare una parte importante della tradizione marittima italiana. Un’ipotesi che ora sembra definitivamente tramontata.










