Il gruppo statunitense starebbe valutando la costituzione di una nuova società con la partecipazione dello Stato e di due aziende siderurgiche. Il presidente di CONFAPI Taranto, Fabio Greco, chiede garanzie concrete per lavoratori, ambiente e imprese creditrici dell’indotto.
Flacks Group torna a proporsi per l’acquisizione dell’ex Ilva di Taranto con una nuova ipotesi industriale finalizzata a garantire la continuità produttiva dello stabilimento, la salvaguardia dell’occupazione e il rilancio della produzione siderurgica.
Secondo quanto riportato dalla stampa, il gruppo statunitense starebbe lavorando alla costituzione di una nuova società, indicata con il nome di “Flacksider”, alla quale potrebbero partecipare lo Stato e due importanti aziende del settore.
La proposta si inserisce in una fase particolarmente delicata per il futuro dell’ex Ilva, mentre si avvicina un nuovo incontro tra Governo e organizzazioni sindacali.
Sul possibile rilancio dell’iniziativa statunitense è intervenuto il presidente di CONFAPI Taranto, l’ingegnere Fabio Greco, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di valutare con prudenza la reale fattibilità del progetto.
«Si legge sulla stampa che lo scopo dei competitor del gruppo indiano Jindal, il secondo potenziale acquirente del colosso siderurgico, sarebbe quello di creare “Flacksider”, una nuova società partecipata dallo Stato e da due importanti aziende del settore», ha dichiarato Greco.
L’obiettivo annunciato sarebbe quello di salvare gli impianti, tutelare l’occupazione e l’ambiente e restituire competitività alla produzione siderurgica di Taranto.
«Tutto sembra davvero interessante, ma fino a che punto questo progetto può essere ritenuto fattibile?», si è chiesto il presidente di CONFAPI Taranto.
CONFAPI Taranto chiede continuità produttiva e garanzie concrete
L’associazione, che rappresenta oltre 150 aziende del territorio attive in diversi settori economici, non esclude che una nuova operazione industriale possa rappresentare una soluzione positiva per lo stabilimento.
Per CONFAPI Taranto, però, le intenzioni dovranno trasformarsi in impegni verificabili e in un piano industriale sostenibile.
«Se lo scopo di chiunque acquisirà l’ex Ilva è quello di garantire continuità produttiva, riportando la fabbrica tra i principali poli europei per la produzione di acciaio di qualità, scongiurando una crisi occupazionale drammatica e avviando la bonifica ambientale del sito, allora siamo di fronte alla soluzione migliore», ha affermato Greco.
La priorità, secondo il presidente dell’associazione, deve essere quella di trovare un soggetto industriale capace di conciliare produzione, tutela dei lavoratori e risanamento ambientale.
Greco: «Taranto non può più illudersi»
CONFAPI Taranto mantiene tuttavia una posizione prudente davanti alla nuova proposta attribuita a Flacks Group.
«Questi propositi del gruppo statunitense non fanno illudere nessuno. Ormai ne stiamo vedendo e sentendo talmente tante che mantenere un altissimo livello di cautela è d’obbligo», ha ammonito Greco.
Negli ultimi anni, il futuro dell’ex Ilva è stato al centro di numerosi confronti, ipotesi industriali e promesse istituzionali. Per questo motivo, secondo l’associazione, ogni nuova proposta dovrà essere valutata sulla base delle risorse disponibili, dei partner coinvolti, degli investimenti previsti e delle garanzie occupazionali e ambientali.
«Qualunque operazione di salvataggio dell’ex Ilva va bene, purché si rispettino ambiente, lavoro e tutte le promesse fatte finora», ha ribadito il presidente.
Il nodo delle aziende dell’indotto ex Ilva
Un punto centrale della posizione di CONFAPI Taranto riguarda le imprese dell’indotto, molte delle quali vantano crediti maturati per lavori e forniture effettuati in favore dello stabilimento siderurgico.
Secondo Greco, la creazione di una nuova società non potrà comportare l’esclusione o il sacrificio delle aziende che hanno contribuito negli anni alla continuità operativa degli impianti.
«Sarà necessario procedere con attenzione nei riguardi di società costituite ex novo, come quella ipotizzata da Flacks», ha evidenziato.
«Qualunque nuova compagine che gestirà il colosso siderurgico dovrà tenere in considerazione i crediti vantati dalle numerose aziende dell’indotto, che con le loro attività hanno fornito un contributo tutt’altro che indifferente alla continuità produttiva dello stabilimento».
Per CONFAPI Taranto, quindi, il rilancio dell’ex Ilva non può limitarsi al passaggio degli impianti a un nuovo proprietario. L’operazione dovrà comprendere anche la tutela del sistema economico locale, delle piccole e medie imprese e dei livelli occupazionali diretti e indiretti.
Il futuro dell’ex Ilva resta legato alle decisioni del Governo
La nuova iniziativa attribuita a Flacks Group dovrà ora essere valutata insieme alle altre proposte e alle condizioni poste dal Governo per il futuro dello stabilimento.
Restano da chiarire la composizione dell’eventuale nuova società, il ruolo dello Stato, l’identità dei partner industriali, le risorse economiche disponibili e i tempi necessari per attuare il piano.
Per Taranto, la questione non riguarda soltanto il futuro di una fabbrica, ma coinvolge migliaia di lavoratori, centinaia di imprese, la salute dei cittadini e lo sviluppo economico dell’intero territorio.
Il messaggio di CONFAPI Taranto è netto: il nome dell’acquirente è importante, ma ancora più importanti saranno le garanzie concrete offerte su ambiente, occupazione, produzione e tutela dell’indotto.









