Caldo estremo a Taranto, la UIL chiede il rispetto dell’ordinanza regionale
La UIL Taranto richiama imprese, stazioni appaltanti e responsabili dei cantieri al rispetto dell’ordinanza anticaldo della Regione Puglia, che limita le attività lavorative all’aperto nelle ore in cui il rischio da stress termico raggiunge livelli elevati.
Il provvedimento prevede la sospensione o la rimodulazione delle lavorazioni esposte direttamente al sole nella fascia compresa tra le 12.30 e le 16. L’obiettivo è prevenire malori, infortuni e patologie provocate dall’esposizione prolungata alle temperature elevate.
A sollevare il problema è Gennaro Oliva, coordinatore territoriale della UIL Taranto, che concentra l’attenzione sui cantieri collegati ai Giochi del Mediterraneo e sugli interventi per la rete BRT.
L’appello riguarda anche gli addetti dei cantieri stradali, dell’edilizia, della manutenzione urbana, dei servizi esterni, della logistica e, più in generale, tutte le persone costrette a lavorare per molte ore sotto il sole.
«La salute non può essere sacrificata per rispettare i cronoprogrammi»
Secondo Oliva, l’accelerazione dei lavori non può trasformarsi in un pericolo per gli operai.
«A Taranto non si può chiedere ai lavoratori di pagare con la salute il prezzo della corsa contro il tempo. Nei cantieri legati ai Giochi del Mediterraneo, nelle opere per il BRT, nei cantieri stradali e in tutte le attività svolte all’aperto, il rispetto dell’ordinanza regionale deve essere rigoroso e non formale».
La UIL sottolinea che la sicurezza non può essere sacrificata per chiudere un cantiere, inaugurare un’opera o rispettare una scadenza.
Nelle fasce orarie maggiormente esposte al rischio, le attività devono quindi essere interrotte oppure organizzate in modo differente. Per il sindacato non si tratta di un semplice suggerimento, ma di una misura necessaria per evitare incidenti e conseguenze anche gravi.
Turni da riorganizzare, pause, acqua e zone d’ombra
La UIL Taranto chiede alle imprese di predisporre un’organizzazione del lavoro adeguata alle condizioni climatiche.
Tra le misure indicate ci sono:
- la riorganizzazione dei turni;
- pause reali e frequenti;
- disponibilità costante di acqua;
- aree ombreggiate per il recupero;
- dispositivi di protezione;
- controllo continuo delle condizioni operative.
«La produttività non si difende mettendo a rischio i lavoratori, ma costruendo condizioni di lavoro sicure, dignitose e sostenibili», afferma Gennaro Oliva.
Il sindacato considera il caldo estremo un problema ormai strutturale. Per questo ritiene necessari protocolli chiari, misure automatiche di protezione e ammortizzatori adeguati per le categorie maggiormente esposte.
L’attenzione sui cantieri dei Giochi del Mediterraneo
A Taranto la situazione assume un peso particolare a causa delle numerose opere considerate strategiche per la città.
Nel comunicato, la UIL ricorda che i Giochi del Mediterraneo sono programmati dal 21 agosto al 3 settembre 2026. L’avvicinarsi dell’evento sta determinando un’accelerazione degli interventi in diversi punti del territorio.
Per Oliva, proprio questa accelerazione impone una responsabilità ancora maggiore.
«Nessuna scadenza può valere più della vita e della salute di una lavoratrice o di un lavoratore».
Il sindacato non chiede di fermare la realizzazione delle opere, ma di programmare le attività in modo compatibile con la tutela delle persone.
Cantieri BRT e conseguenze sulla mobilità urbana
La UIL richiama l’attenzione anche sui cantieri della rete BRT di Taranto e sugli interventi che interessano la viabilità cittadina.
L’avanzamento delle opere, sostiene il sindacato, non deve provocare un carico eccessivo né sui lavoratori né sulla mobilità urbana.
Occorre evitare lavorazioni disordinate, limitare le ripercussioni sui percorsi stradali e predisporre una programmazione coordinata, soprattutto in vista dell’aumento del traffico atteso durante i Giochi del Mediterraneo.
Il caldo estremo è diventato un rischio strutturale
La posizione conclusiva della UIL Taranto è netta: le temperature eccezionalmente elevate non possono più essere considerate eventi occasionali.
«Il caldo estremo non è più un fatto eccezionale: è una condizione strutturale con cui il mondo del lavoro deve fare i conti, mettendo al centro prevenzione, organizzazione e tutela delle persone».
La richiesta è quindi quella di applicare concretamente le misure previste, controllando i cantieri e intervenendo prima che si verifichino malori o incidenti.
IA utilizzata come assistenza redazionale; testo verificato, modificato e approvato dal direttore.









