Giampaolo Vietri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, sostiene che il Circolo “Fratelli Cervi” del Partito Democratico di Taranto non abbia pagato il canone di locazione di un immobile di Arca Jonica per 19 anni. La vicenda emerge, secondo il consigliere, da una richiesta di accesso agli atti presentata all’Agenzia.
TARANTO – Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giampaolo Vietri sostiene che il Circolo “Fratelli Cervi” del Partito Democratico di Taranto non avrebbe pagato il canone di locazione di un immobile di proprietà di Arca Jonica (Agenzia Regionale per la Casa e l’Abitare) per 19 anni. La vicenda emerge, secondo Vietri, da una richiesta di accesso agli atti presentata all’Agenzia regionale.
Secondo quanto riferito dal consigliere, il locale si trova in via Ancona 307, nel quartiere Italia-Montegranaro di Taranto, ed è concesso in locazione con un canone mensile di 50 euro. La morosità accumulata ammonterebbe a circa 12 mila euro.
«Diciannove anni senza pagare l’affitto, nonostante il canone mensile fosse di appena 50 euro», afferma Vietri, che definisce la situazione «emblematica» del modo di amministrare del centrosinistra in Puglia.
Vietri: “Risorse sottratte alla manutenzione delle case popolari”
Il consigliere regionale sostiene inoltre che i canoni non riscossi avrebbero potuto essere destinati alla manutenzione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica gestiti da Arca Jonica.
Secondo Vietri, molte abitazioni popolari necessitano di interventi e le somme non versate rappresenterebbero risorse sottratte a tali attività.
La richiesta di accesso agli atti
Il consigliere di Fratelli d’Italia riferisce di aver presentato un accesso agli atti per verificare la posizione contrattuale del circolo politico.
Sempre secondo quanto dichiarato da Vietri, dopo la segnalazione Arca Jonica avrebbe avviato il procedimento per il rilascio dell’immobile e il recupero della morosità.
Le accuse politiche
Nella nota diffusa alla stampa, Vietri collega il caso alla gestione della Regione Puglia da parte del Partito Democratico.
Il consigliere sostiene inoltre che il locale avrebbe potuto essere destinato ad associazioni del Terzo settore, cooperative sociali oppure ad attività artigianali.
«Chi chiede ai cittadini di pagare le tasse dovrebbe essere il primo a rispettare gli obblighi previsti», conclude Vietri.
Al momento, nella documentazione trasmessa alla stampa, non risultano dichiarazioni o repliche del Partito Democratico o del Circolo “Fratelli Cervi”.









