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Giochi del Mediterraneo Taranto 2026, Ferrarese smentisce aumenti: «Impianti fermi a 275 milioni»

Massimo Ferrarese smentisce da Taranto le ricostruzioni sui costi dei Giochi del Mediterraneo 2026 pubblicate dal Corriere della Sera.
Il commissario straordinario chiarisce che gli impianti sportivi restano finanziati con 275 milioni di euro, senza aumenti richiesti al Governo.
La nota ricostruisce numeri, opere, villaggio atleti e controlli della Corte dei conti.

Ferrarese contesta i costi indicati

Massimo Ferrarese ha replicato alle ricostruzioni sui Giochi del Mediterraneo Taranto 2026 pubblicate dal Corriere della Sera. Il commissario straordinario parla di “inesattezze” e chiede che il dibattito pubblico parta da dati corretti e verificabili.

Il primo punto riguarda i costi degli impianti. Ferrarese sostiene che il Masterplan presentato nella primavera del 2024 prevedeva 275 milioni di euro stanziati dal Governo Meloni. La stessa cifra, secondo il commissario, finanzia ancora oggi gli impianti sportivi previsti.

Il Masterplan resta a 275 milioni

Ferrarese respinge l’ipotesi di un aumento a 315 milioni di euro. Nella nota precisa che la struttura commissariale non ha chiesto “un solo euro in più” al Governo per gli impianti sportivi.

Con le risorse disponibili, spiega, la struttura ha assorbito circa 14 milioni di euro di rincari dei materiali da costruzione e ha realizzato diverse migliorie attraverso le economie della gestione commissariale.

I fondi regionali non riguardano i Giochi

Il commissario distingue anche i 35 milioni di euro stanziati dalla Regione Puglia. Secondo Ferrarese, quelle risorse non finanziano i Giochi del Mediterraneo Taranto 2026.

La Regione Puglia, chiarisce, ha scelto autonomamente di sostenere alcuni impianti sportivi in comuni esclusi dal programma dei Giochi. Quegli interventi seguono procedure e tempi regionali distinti.

Opere stradali e centro Magna Grecia

Ferrarese interviene anche sugli 8,5 milioni e sui 6,5 milioni citati nell’articolo. Gli 8,5 milioni, spiega, reintegrano risorse prima tagliate e poi ripristinate, riportando il Masterplan agli originari 275 milioni. I 6,5 milioni riguardano invece opere stradali e di contesto richieste dal Comune di Taranto.

La replica affronta poi il caso del centro sportivo Magna Grecia. Ferrarese nega l’esistenza di un appalto da 5,5 milioni di euro per uno spray park. La cifra, precisa, copre l’intervento complessivo di riqualificazione del centro sportivo, con otto campi da tennis, tribune, spogliatoi, club house, aree verdi e spazi ricreativi.

La scultura monumentale a forma di pallina da tennis, prevista dall’architetto Pettene, costerebbe invece 5 mila euro.

La scelta delle navi per gli atleti

Sul villaggio atleti, Ferrarese afferma che non è mai esistito un progetto finanziato da 200 milioni di euro. Quando assunse l’incarico, ricorda, erano disponibili 150 milioni di euro.

Secondo il commissario, quella somma non bastava per realizzare insieme oltre venti impianti sportivi, il villaggio atleti e l’organizzazione dei Giochi. Per questo la struttura ha scelto le navi come soluzione concretamente praticabile.

La precisazione sul profilo politico

Ferrarese respinge anche la ricostruzione sul suo profilo politico. Precisa di aver fondato e guidato un movimento civico di centro, con il quale vinse le elezioni alla presidenza della Provincia di Brindisi.

Il commissario aggiunge di non essere stato eletto presidente con il centrodestra.

Il controllo della Corte dei conti

La nota richiama infine la gestione commissariale. Ferrarese sostiene che, nei quattro anni precedenti al suo incarico, nessuno avesse realizzato interventi previsti per i Giochi del Mediterraneo.

Da quel momento, afferma, la struttura ha progettato, appaltato e portato in avanzata fase di realizzazione gli interventi del Masterplan.

Ferrarese richiama anche il controllo concomitante della Corte dei conti. Secondo il commissario, l’organismo non ha contestato aumenti del costo complessivo del Masterplan e non ha rilevato irregolarità nella gestione delle risorse destinate agli impianti sportivi.

Per Ferrarese, i Giochi del Mediterraneo Taranto 2026 non rappresentano “un privilegio”, ma un atto di riequilibrio e giustizia verso una comunità che, a suo giudizio, ha dato molto al Paese e ricevuto meno di quanto meritasse.

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