Dopo l’omicidio del bracciante 35enne nella città vecchia, le Acli provinciali di Taranto denunciano indifferenza e chiedono una risposta civile contro violenza e razzismo.
L’omicidio di Sacko Bakari a Taranto scuote il mondo associativo e riapre una domanda pesante sulla sicurezza, sull’indifferenza e sulla capacità della comunità di riconoscersi nei diritti fondamentali.
Sacko Bakari, 35 anni, originario del Mali e cittadino italiano dal 2022, viveva a Taranto e lavorava come bracciante. Sabato mattina stava andando al lavoro in bicicletta quando, nella città vecchia, è stato accoltellato. Secondo quanto riportato dalle Acli provinciali di Taranto, l’aggressione sarebbe avvenuta all’alba, mentre l’uomo si dirigeva verso i campi.
Sacko Bakari a Taranto, il dolore delle Acli
Le Acli di Taranto, attraverso il presidente provinciale Giuseppe Mastrocinque, hanno espresso dolore e preoccupazione per quanto accaduto. Al centro della presa di posizione non c’è solo la violenza dell’omicidio, ma anche il rischio che la morte di Sacko venga accolta con distacco.

Mastrocinque parla di una “disarmante indifferenza” percepita in città e invita a non sottovalutare il peso sociale di questo silenzio. Le Acli richiamano l’attenzione sulla dignità della vittima: un lavoratore, una persona inserita nella comunità, un uomo che contribuiva con fatica alla propria vita e a quella della sua famiglia.
Il riferimento ai “futili motivi”, espressione spesso usata nel linguaggio giudiziario, viene letto dall’associazione come un segnale insufficiente a spiegare la gravità del fatto. Per le Acli, dietro quell’aggressione ci sono fragilità sociali, povertà educativa, rancore e una pericolosa perdita di umanità.
Il presidio del 14 maggio
Giovedì 14 maggio, alle 17.30, diverse realtà del territorio scenderanno in strada per un presidio. Tra queste Libera Taranto, Babele, Mediterranea Saving Humans Taranto e la Comunità africana di Taranto e provincia. Le Acli hanno annunciato la propria adesione con tutte le rappresentanze.
L’obiettivo è dare una risposta pubblica e civile all’omicidio, ribadendo che nessuna vita può essere considerata invisibile. Il presidio sarà anche un momento per riaffermare il rifiuto della violenza, del razzismo, dell’odio e dell’indifferenza.
Per le Acli, Taranto deve reagire come comunità. La città, si legge nel messaggio dell’associazione, deve restare legata ai valori della dignità umana, del lavoro, dei diritti, della convivenza e del rispetto reciproco.
La morte di Sacko Bakari lascia una ferita profonda. La risposta chiesta dalle associazioni non riguarda soltanto la giustizia penale, ma il modo in cui una città sceglie di guardare chi vive, lavora e costruisce futuro sul suo territorio.










