Pd all’attacco dopo l’intervento di Lazzàro: Filippetti e Viggiano chiedono al governo nuove risorse e tempi certi per le infrastrutture
Il nodo delle infrastrutture a Taranto torna al centro dello scontro politico. Dopo l’intervento del consigliere comunale Luca Lazzàro, esponente di Fratelli d’Italia, sul possibile utilizzo di circa 50 milioni di euro del Contratto Istituzionale di Sviluppo per la sicurezza dell’accesso stradale alla città, arriva la replica del Partito Democratico.
A intervenire sono Anna Filippetti, segretario provinciale del Pd tarantino, e Francesca Viggiano, deputata democratica. Le due esponenti contestano l’impostazione della proposta e chiamano in causa direttamente il governo nazionale. Il punto, secondo il Pd, non è solo la necessità di intervenire sulle statali 106 Jonica e 7 Appia, ma anche la responsabilità politica di chi oggi guida l’esecutivo e la maggioranza parlamentare.
Infrastrutture a Taranto, il Pd contesta FdI
Filippetti e Viggiano ritengono contraddittorio che un rappresentante di Fratelli d’Italia solleciti l’amministrazione comunale, quando il tavolo istituzionale sul Cis è affidato a un parlamentare dello stesso partito, l’onorevole Dario Iaia.
Per le rappresentanti dem, le criticità delle due arterie stradali sono note da tempo e richiedono interventi concreti. La replica, però, sposta il confronto su un piano più ampio: quello delle risorse realmente disponibili, dei cantieri avviati e della capacità del governo di dare risposte al territorio tarantino.
Il Pd sostiene che molte opere oggi richiamate nel dibattito derivino da programmazioni precedenti e non da nuove scelte dell’attuale esecutivo. Da qui la richiesta di chiarire quali finanziamenti aggiuntivi siano stati destinati a Taranto negli ultimi anni e quali interventi possano essere attribuiti in modo diretto all’azione del governo.
Fondi Cis e opere ferme, la richiesta di risposte
Al centro della polemica resta il Contratto Istituzionale di Sviluppo, nato per accompagnare il rilancio urbano ed economico dell’area tarantina. Secondo Filippetti e Viggiano, lo strumento avrebbe invece attraversato una fase di sostanziale immobilismo, con difficoltà nel trasformare gli impegni in opere visibili.
Le esponenti democratiche chiedono quindi tempi certi e una presenza più incisiva dello Stato. La questione riguarda la viabilità, ma anche il ruolo complessivo di Taranto nelle scelte nazionali su industria, ambiente, sicurezza e sviluppo.
Nel loro intervento, Filippetti e Viggiano collegano il tema infrastrutturale anche alla gestione del dossier ex Ilva, definita fortemente negativa. Per il Pd, l’assenza di risultati concreti avrebbe alimentato una distanza tra governo e territorio, mentre Taranto avrebbe bisogno di continuità istituzionale e decisioni verificabili.
La chiusura è politica: il Partito Democratico annuncia che continuerà a chiedere conto al governo degli impegni assunti. Per Filippetti e Viggiano, non bastano annunci o richiami generici alla necessità di intervenire. Servono risorse nuove, cantieri e responsabilità chiare.










