Alla Biblioteca Acclavio parte il progetto rivolto alle aziende del territorio. Previsti formazione, consulenza e strumenti operativi per favorire l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità.
Taranto diventa il primo polo sperimentale del Mezzogiorno per il disability management Taranto. Il progetto è partito nella Biblioteca civica “Pietro Acclavio” e punta a rafforzare l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità. L’obiettivo è offrire alle imprese strumenti concreti per gestire questo percorso in modo stabile e organizzato.
L’iniziativa si intitola “Inclusione accessibile: promozione e servizio di Disability Management per le aziende tarantine”. Il programma nasce per accompagnare le aziende nella costruzione di ambienti di lavoro più accessibili. Il focus non è solo sugli obblighi normativi. Al centro ci sono anche organizzazione interna, gestione del personale e valorizzazione delle competenze.
Le aziende coinvolte nel progetto
Alla prima sessione hanno partecipato diverse realtà del territorio. Tra queste ci sono Teleperformance, Comes, Cisa, Programma Sviluppo, Errepi Net, ITS Academy Mobilità e Yilport. La presenza di imprese attive in settori diversi mostra un interesse concreto verso un modello che unisce inclusione e produttività.
Il percorso di disability management Taranto prevede consulenza personalizzata, audit specialistici e attività formative differenziate. I contenuti saranno adattati alla dimensione aziendale e al settore operativo. In programma anche toolkit pratici e sportelli informativi. Questi strumenti serviranno ad agevolare sia gli adempimenti di legge sia l’accesso agli incentivi fiscali.
L’idea alla base del progetto è chiara. L’inclusione non viene trattata come un tema secondario o formale. Diventa invece un elemento utile per migliorare la responsabilità sociale e la gestione delle risorse umane. In questo quadro, la figura del disability manager assume un ruolo centrale. Aiuta infatti le imprese a individuare ostacoli fisici, organizzativi e culturali che possono limitare l’accesso al lavoro.
Una rete tra istituzioni e imprese
A sostenere il progetto è una rete composta da istituzioni e rappresentanze del mondo produttivo. Ne fanno parte la sezione Politiche Attive del Lavoro di Confindustria Taranto, il Garante regionale della Puglia per i diritti delle persone con disabilità, il Garante per i diritti delle persone con disabilità del Comune di Monteiasi, Programma Sviluppo e la Federazione Disability Management.
Antonio Giampietro, Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità, ha spiegato di aver sostenuto con forza l’avvio dell’iniziativa. Ha ricordato che si tratta della prima esperienza del genere nel Sud Italia. Secondo Giampietro, il disability manager è una figura fondamentale. Il suo compito è aiutare le aziende ad accogliere le persone con disabilità e a rimuovere le barriere, sia fisiche sia umane. Questo permette ai lavoratori di esprimere meglio capacità e competenze.
Sulla stessa linea è intervenuto Silvio Busico, presidente della sezione Politiche Attive del Lavoro di Confindustria Taranto. Busico ha definito il progetto un percorso concreto. L’obiettivo, ha spiegato, è facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Il programma, inoltre, offre un supporto pratico agli imprenditori nella gestione quotidiana.
Formazione, consulenza e valutazione
Secondo quanto illustrato dai promotori, il progetto si articola in quattro componenti principali. La prima è la formazione multilivello. La seconda è la consulenza alle aziende. La terza riguarda il rafforzamento dei disability manager locali. La quarta punta a valutare l’efficacia degli interventi realizzati.
All’avvio del percorso ha partecipato anche Haydèe Longo, presidente della Federazione Disability Management. Longo ha ricordato il lavoro svolto dall’associazione sul piano nazionale. La federazione, nata nel 2019, riunisce oggi oltre 120 soci in Italia. Tra questi ci sono professionisti, pubbliche amministrazioni e aziende. L’attività si concentra su progetti territoriali dedicati all’inclusione lavorativa e alla diffusione di una cultura più attenta ai diritti.
Per Taranto questo percorso rappresenta un passaggio concreto. Il progetto prova a trasformare la diversità in una risorsa per le imprese. Le ricadute attese riguardano l’accessibilità, la qualità del lavoro e la crescita di una cultura aziendale più equa.










