Dal 4 luglio al 18 ottobre la XXXIII edizione del Concorso di Ceramica Contemporanea porta in città artisti da tutto il mondo. Tra le novità, un premio da 10mila euro per opere pensate per gli spazi urbani.
Grottaglie si prepara a ospitare la XXXIII edizione del Concorso di Ceramica Contemporanea Mediterraneo 2026. La mostra si terrà dal 4 luglio al 18 ottobre al Castello Episcopio. La novità più rilevante è la nuova sezione “Grande Opera”. Si tratta di uno spazio dedicato a sculture e installazioni in ceramica progettate per la città.
L’inaugurazione è in programma sabato 4 luglio alle 18.30. Nello stesso momento si svolgerà anche la cerimonia di premiazione. Così partirà ufficialmente una delle rassegne più riconoscibili del panorama artistico legato alla ceramica contemporanea.
Per Grottaglie l’evento ha un valore particolare. La città, infatti, lega da secoli la sua identità alla produzione ceramica. Per questo il concorso rappresenta non solo un appuntamento espositivo, ma anche un momento di confronto tra tradizione artigianale e ricerca contemporanea.
Concorso di Ceramica Contemporanea Mediterraneo 2026, la novità della Grande Opera
L’elemento nuovo dell’edizione 2026 è la sezione “Grande Opera”. Il premio previsto è di 10mila euro. L’obiettivo è chiaro: portare la ceramica fuori dagli spazi espositivi e inserirla nel tessuto urbano.
In questo modo le opere saranno pensate per dialogare con piazze, edifici e luoghi pubblici. Di conseguenza, la ceramica non resterà confinata al museo, ma potrà diventare parte visibile della città.
Accanto a questa novità, il concorso conferma i premi storici. Il primo premio “Mediterraneo”, da 5mila euro, prevede l’ingresso dell’opera vincitrice nella collezione del Museo della Ceramica. Il secondo premio “Mostra Personale”, da 2mila euro, offrirà invece uno spazio espositivo dedicato nell’edizione successiva.
Inoltre resta il terzo premio “Residenza d’artista” per gli under 35. Il riconoscimento, del valore di mille euro, è sostenuto dalla BCC San Marzano di San Giuseppe. Comprende una residenza con tutoraggio e supporto alla produzione.
La curatela della XXXIII edizione è affidata a Lisa Hockemeyer, storica dell’arte e del design selezionata tramite bando pubblico. La sua presenza punta a rafforzare il profilo internazionale della manifestazione. Allo stesso tempo, consolida l’impianto scientifico del progetto.
Giuria internazionale e ruolo del territorio
Anche la giuria conferma questa impostazione. Per i premi principali sono stati scelti Ciro D’Alò, sindaco di Grottaglie, Lisa Hockemeyer, Corinne Julius, Paola Centanni ed Emanuele Di Palma. Si tratta di profili diversi, ma complementari, tra amministrazione, critica, curatela e istituzioni culturali.
Per la sezione “Grande Opera”, invece, la commissione sarà integrata da Valeria Talò e Daniela De Vincentis. Le due figure seguono rispettivamente i settori Lavori Pubblici e Cultura del Comune. La scelta appare coerente con la natura urbana del nuovo premio.
Secondo l’assessora alla Cultura Raffaella Capriglia, il concorso continua a crescere sul piano internazionale. Inoltre la nuova sezione rafforza il rapporto tra arte, città e comunità. È proprio questo uno dei punti centrali dell’edizione 2026.
Il concorso è promosso dal Comune di Grottaglie, attraverso l’assessorato e il settore Cultura, Turismo e Valorizzazione della Ceramica. Sono coinvolti anche la Regione Puglia, POP Pottery of Puglia e CoopCulture, che cura la segreteria organizzativa. Tra i partner figurano inoltre AiCC, BCC San Marzano di San Giuseppe e Monun.
Oltre cinquant’anni di storia per il concorso
Il Concorso Mediterraneo nasce nel 1971. Da allora accompagna l’evoluzione della ceramica contemporanea senza perdere il legame con il territorio. Nel tempo ha accolto artisti provenienti da vari Paesi e ha contribuito alla crescita della collezione museale cittadina.
Grottaglie, del resto, resta uno dei centri più riconoscibili della ceramica italiana. Il Quartiere delle Ceramiche continua a essere il cuore produttivo della città. Qui lavorano botteghe e maestri che mantengono viva una tradizione ancora attuale.
Per questo l’edizione 2026 ha un valore che va oltre la mostra. Da una parte conferma il profilo internazionale del concorso. Dall’altra prova a lasciare un segno concreto nello spazio urbano. La nuova sezione “Grande Opera” va esattamente in questa direzione.










