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Kyma Ambiente, il Comune di Taranto apre il confronto con i sindacati

Al centro dell’incontro il risanamento della società, il piano industriale, gli impianti e le garanzie occupazionali. L’amministrazione: confronto aperto con la Regione e verifiche sull’affidamento in house.

Il futuro di Kyma Ambiente passa dal confronto tra il Comune di Taranto e le organizzazioni sindacali. Nell’incontro tenuto nei giorni scorsi, l’amministrazione comunale ha tracciato il quadro della situazione della partecipata che gestisce il servizio di igiene urbana, indicando le linee su cui intende muoversi per affrontare una fase definita critica sotto il profilo economico, organizzativo e industriale.

In apertura del tavolo, il Comune ha richiamato le difficoltà accumulate negli anni, attribuendole alla mancanza di interventi strutturali nel passato. Da qui la necessità, spiegata dall’amministrazione, di procedere con un lavoro di risanamento che tocchi più fronti: equilibrio economico-finanziario, riorganizzazione del servizio e ridefinizione dell’assetto impiantistico.

Uno dei punti centrali riguarda il piano industriale di Kyma Ambiente, che il Comune sta preparando con l’obiettivo di aumentare la raccolta differenziata e ridurre il conferimento in discarica. Per Palazzo di Città si tratta di un passaggio necessario non solo sul piano ambientale, ma anche su quello economico. Limitare il ricorso alla discarica, infatti, viene indicato come una leva utile per contenere i costi che finiscono per incidere sulla Tari. In questo percorso, l’amministrazione ha richiamato anche il ruolo dei cittadini, ritenendo decisiva la collaborazione generale per migliorare i risultati del servizio.

Un altro nodo affrontato al tavolo è quello degli impianti. Il Comune ha confermato l’esistenza di due proposte di project financing relative al termovalorizzatore, precisando però che ogni valutazione sarà compiuta nel rispetto del Piano regionale dei rifiuti e dell’interesse pubblico. La questione impiantistica viene considerata strategica per costruire un ciclo dei rifiuti più solido e meno dipendente da soluzioni esterne o da costi non sostenibili nel tempo.

Su questo punto, l’amministrazione ha annunciato l’intenzione di avviare un confronto istituzionale strutturato con la Regione Puglia. L’obiettivo è verificare l’attuale Piano regionale dei rifiuti e, se necessario, proporre modifiche coerenti con i bisogni del territorio tarantino. La linea indicata dal Comune è chiara: rendere possibili investimenti impiantistici sostenibili e costruire un sistema moderno, efficiente e orientato all’autosufficienza.

Nel corso della riunione si è parlato anche dei rilievi dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Su questo aspetto il Comune ha riferito che è in corso un approfondimento tecnico per tutelare l’affidamento in house del servizio. L’amministrazione ha comunque posto un limite preciso: la conferma di questo modello potrà avvenire soltanto se saranno dimostrate condizioni reali di efficienza e sostenibilità.

Piano industriale di Kyma Ambiente e nodo occupazionale

Tra i temi più sentiti dalle organizzazioni sindacali c’è quello del personale. Durante l’incontro, il Comune ha assicurato particolare attenzione alla continuità occupazionale e alla sostenibilità organizzativa, due elementi considerati indispensabili per accompagnare qualsiasi percorso di rilancio. La vertenza, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovrà quindi tenere insieme tutela del lavoro e credibilità del progetto industriale.

Il messaggio politico e amministrativo emerso dal confronto è quello della prudenza. Il Comune ha ribadito che la vicenda Kyma Ambiente non può essere affrontata con scelte improvvisate, ma richiede competenza, verifiche puntuali e decisioni misurate sui dati reali.

Il confronto tra Comune e sindacati resta aperto

Dal tavolo non è uscita una soluzione immediata, ma una conferma: il dialogo tra il Comune di Taranto e le organizzazioni sindacali proseguirà. L’amministrazione ha infatti assicurato che il confronto resterà aperto su basi istituzionali, con trasparenza e atti concreti.

Per Kyma Ambiente si apre quindi una fase delicata. I prossimi passaggi sul piano industriale, sugli impianti, sul rapporto con la Regione e sulle verifiche relative all’affidamento in house saranno decisivi per capire quale assetto potrà avere il servizio nei prossimi anni e quali garanzie potranno essere offerte ai lavoratori e alla città.

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