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Taranto, carburanti nel caos: Confartigianato denuncia forti differenze di prezzo

L’associazione segnala scarti fino a 25 centesimi tra distributori della stessa città e chiede controlli sulla filiera

A Taranto torna al centro il costo dei carburanti. A sollevare il caso è Confartigianato Taranto, che denuncia forti differenze di prezzo sul gasolio tra distributori dello stesso territorio. Secondo l’associazione, in città si registrano scarti fino a 25 centesimi al litro, con alcuni impianti sotto la soglia dei 2 euro e altri oltre quota 2,20.

Carburanti a Taranto, la denuncia di Confartigianato

Il punto sollevato da Confartigianato non riguarda soltanto il livello dei prezzi, ma soprattutto la distanza tra un distributore e l’altro nella stessa città. Una forbice che, secondo l’associazione, non può essere considerata normale e che finisce per pesare direttamente su cittadini e imprese.

Nel comunicato si sottolinea come il taglio delle accise abbia avuto effetti limitati, mentre i rincari sarebbero tornati in tempi rapidi. Da qui la richiesta di maggiore chiarezza sui meccanismi che determinano il prezzo finale alla pompa e di verifiche più incisive lungo tutta la filiera.

Fabio Paolillo, segretario generale di Confartigianato Taranto, richiama un aspetto preciso: quando il costo del petrolio sale, gli aumenti arrivano subito ai consumatori; quando invece scende, il ribasso alla pompa tarda ad arrivare oppure non si consolida. Una dinamica che, per l’associazione, alimenta dubbi sulla trasparenza del mercato locale.

Il peso su imprese e autotrasporto

La questione incide soprattutto sulle attività produttive. Autotrasportatori, artigiani e imprese che lavorano ogni giorno con mezzi e consegne devono affrontare un costo essenziale che incide direttamente sui margini. Secondo Confartigianato, in queste condizioni diventa sempre più difficile programmare il lavoro e mantenere equilibrio nei bilanci.

L’associazione richiama anche la condizione del territorio. Taranto convive con la presenza della raffineria, ma questo, secondo Confartigianato, non si traduce in benefici concreti sul fronte dei carburanti. Al contrario, il rischio è che la città continui a sopportare prezzi elevati senza ricevere compensazioni adeguate, anche rispetto alla presenza di grandi insediamenti industriali ad alto impatto ambientale.

Per questo Confartigianato chiede controlli più rigorosi sulle dinamiche di prezzo, maggiore trasparenza nella distribuzione e misure di sostegno per i comparti più esposti al caro carburante. Il problema non riguarda soltanto il pieno alla pompa, ma il peso crescente che il costo del carburante continua ad avere sull’economia locale.

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