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Taranto, ravvedimento operoso per IMU e TARI: come regolarizzare e ridurre le sanzioni

Palazzo di Città

L’Amministrazione comunale di Taranto richiama l’attenzione sul ravvedimento operoso, lo strumento che permette ai contribuenti di sanare omissioni o ritardi nei versamenti con sanzioni ridotte. Un passaggio che conta perché, se attivato in tempo, consente di evitare l’emissione di avvisi di accertamento per omesso o tardivo pagamento e il conseguente aggravio di costi.

Il Comune colloca l’invito “in un percorso di trasparenza, responsabilità ed equità fiscale”, sottolineando la possibilità di regolarizzare spontaneamente la propria posizione prima che arrivi una contestazione formale. In particolare, il ravvedimento operoso riguarda chi non risulta in regola con i pagamenti IMU e/o TARI relativi alle annualità precedenti e non è ancora destinatario di un avviso di accertamento.

Ravvedimento operoso a Taranto: chi può usarlo e cosa fare

Possono aderire i contribuenti che devono sistemare versamenti non effettuati o effettuati in ritardo e che, al momento, non hanno ricevuto una comunicazione formale di accertamento. Il primo passo indicato dal Comune è la verifica della propria posizione tributaria attraverso il Portale Tributario del Cittadino, raggiungibile all’indirizzo taranto.comune-online.it/web/servizi-tributari/benvenuto. Una volta effettuato l’accesso, chi riscontra irregolarità può procedere alla regolarizzazione dei tributi dovuti.

Il messaggio dell’amministrazione punta a prevenire situazioni più onerose per i cittadini, favorendo una soluzione rapida e spontanea. “L’obiettivo non è fare cassa – dichiara l’Assessore ai Tributi Maria Lucia Simeone – ma promuovere un rapporto più corretto e trasparente tra amministrazione e contribuenti”.

Per chi è interessato, la differenza pratica sta nel tempo: intervenire prima di un accertamento significa contenere le sanzioni e chiudere la posizione con minori conseguenze economiche. Per i contribuenti tarantini in dubbio su IMU e TARI degli anni precedenti, la verifica sul portale diventa quindi il passaggio decisivo per capire se convenga attivare il ravvedimento operoso.

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