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DO e GDO a Taranto, la UGL: “Servono tutele e regole chiare contro pressioni e gestione tossica”

DO e GDO a Taranto: casse e corsie di un supermercato durante l’orario di apertura.

Nelle aziende della DO e GDO a Taranto servono responsabilità, tutele e regole operative più chiare. È l’allarme della UGL Terziario Taranto, che richiama l’attenzione sulle condizioni di lavoro nella distribuzione commerciale del territorio. Il tema pesa in un contesto già fragile. E riguarda un settore centrale per l’occupazione locale.

DO e GDO a Taranto: aumentano le segnalazioni dei lavoratori

Negli ultimi mesi, riferisce la UGL, sono aumentate le segnalazioni di lavoratrici e lavoratori. Le denunce parlano di pressioni eccessive. Si citano anche atteggiamenti autoritari e pratiche di gestione tossica. Le conseguenze ricadono sul benessere psicofisico. E peggiorano il clima nei punti vendita.

“Taranto non può permettersi modelli organizzativi fondati sulla paura e sul silenzio”, dichiara Giuseppe Scarciglia, Segretario Provinciale UGL Terziario Taranto e Coordinatore Regionale UGL Terziario Puglia. “Il lavoro nella DO e GDO rappresenta una componente fondamentale dell’occupazione locale. Deve essere tutelato nei numeri e nella dignità delle persone”.

Il “paradosso” alle casse e il corto circuito organizzativo

La UGL porta un esempio indicato come emblematico. In diversi punti vendita, spiega Scarciglia, può accadere questo: una cassiera viene sanzionata o rischia il licenziamento se non controlla il cliente. Però può essere richiamata anche quando effettua controlli. In quel caso i controlli sarebbero considerati dannosi per l’immagine del punto vendita. Oppure per la “customer experience”.

Secondo la UGL, è un corto circuito organizzativo. La responsabilità finirebbe per ricadere sull’anello più debole. E cioè su chi è in prima linea.

La UGL: “Serve salute organizzativa e tutele per chi segnala”

Per la UGL Terziario, questo modello di gestione è un esempio di leadership tossica. A pesare, sostiene il sindacato, sarebbero anche meccanismi di copertura interna. Vengono definiti “cartelli etici”. L’effetto sarebbe quello di proteggere le scelte manageriali. E di isolare i lavoratori. Così codici etici e procedure formali diventerebbero inefficaci.

“In un territorio già provato da crisi industriali e occupazionali – prosegue Scarciglia – non è accettabile che anche nei servizi essenziali come la distribuzione commerciale si riproducano dinamiche di pressione e paura”.

Confronto con aziende e istituzioni locali

Nel documento diffuso il 21 gennaio 2026, la UGL Terziario Puglia chiede più attenzione alla salute organizzativa nelle aziende del settore. Chiede regole chiare e coerenti sulle procedure operative. Sollecita anche tutele concrete per chi segnala criticità. Infine, invoca il coinvolgimento delle parti sociali. E un confronto con aziende e istituzioni locali.

“La difesa del lavoro a Taranto passa anche dal rispetto quotidiano delle persone. Senza dignità, chiarezza e responsabilità non c’è sviluppo né futuro per il territorio”, conclude Scarciglia.

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