Taranto torna al centro di una vertenza sul lavoro. È scattato oggi lo sciopero ad oltranza nell’indotto a Taranto. Dalle 9, un gruppo di lavoratori ha avviato un presidio davanti a uno degli ingressi della raffineria.
La protesta nasce, prima di tutto, dal mancato pagamento dello stipendio. Secondo quanto viene riferito, i ritardi stanno creando difficoltà immediate per molte famiglie. Per questo motivo, i lavoratori hanno deciso di fermarsi e rendere pubblica la situazione.
C’è però anche un secondo punto. Viene segnalata una carenza di attrezzature e di materiali di consumo considerati necessari per le attività quotidiane. Inoltre, viene indicata la mancanza di dispositivi di protezione individuale. Di conseguenza, la condizione di lavoro viene descritta come sempre più critica.
Le mansioni riguardano attività di manutenzione meccanica. Proprio per questo, spiegano fonti sindacali, la disponibilità di strumenti adeguati e DPI è un requisito essenziale. Tuttavia, aggiungono, le richieste avanzate finora non avrebbero ricevuto risposte risolutive.
Intanto, la mobilitazione prosegue davanti all’impianto. Lo sciopero ad oltranza resta legato a due richieste: il pagamento degli stipendi e il ripristino di condizioni minime di sicurezza. Nelle prossime ore si capirà se arriveranno segnali utili a sbloccare la vertenza e a evitare un prolungamento della protesta.










