Kyma Ambiente torna al centro dello scontro politico a Taranto. Il duro parere dell’Antitrust mette in discussione costi, qualità del servizio e sostenibilità economica della gestione in house. Per il consigliere comunale Luca Lazzàro, di Fratelli d’Italia, serve ora una svolta immediata. L’obiettivo, dice, è evitare altri rinvii e difendere davvero l’interesse dei cittadini.
Lazzàro ribadisce che la natura pubblica di Kyma Ambiente va difesa. Ma, aggiunge, questa scelta ha senso solo se porta un vantaggio concreto a Taranto. Il primo risultato atteso è la riduzione della Tari. Per questo il consigliere parla di “fallimento certificato”. E chiede all’amministrazione comunale di intervenire subito, senza usare le criticità come alibi per aprire ai privati.
Il parere dell’Antitrust su Kyma Ambiente
Al centro della vicenda c’è il parere formale inviato il 17 marzo dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato al Comune di Taranto. Il documento riguarda la relazione prevista dall’articolo 30 del decreto legislativo 201 del 2022. Il quadro descritto è molto critico.
Secondo i dati richiamati, la raccolta differenziata di Kyma Ambiente si ferma al 25% nel 2024. Il dato è lontano dalla media nazionale del 67,9% e anche da quella regionale del 60,3%. A questo si aggiungono costi del servizio superiori ai parametri di riferimento ISPRA. Pesano anche perdite strutturali di bilancio. Per l’Autorità, questi elementi non garantiscono l’equilibrio economico-finanziario.
L’AGCM mette nero su bianco un passaggio molto netto. Nelle condizioni attuali, il mantenimento dell’affidamento in house a Kyma Ambiente non appare giustificato. Il rilievo riguarda sia il piano economico sia la qualità del servizio. Inoltre, l’Autorità invita a evitare ulteriori proroghe dell’appalto oltre il 2026.
La richiesta di Lazzàro al Comune di Taranto
Per Lazzàro, il Comune non può più rinviare. L’amministrazione deve rispondere entro i termini fissati. Ma soprattutto deve sfruttare questa scadenza per cambiare passo. Il consigliere chiede un piano correttivo entro tre mesi. La linea di Fratelli d’Italia è chiara: salvare l’azienda pubblica, non svenderla.
Secondo l’esponente di opposizione, servono investimenti sugli asset produttivi di Kyma Ambiente. Serve anche un deciso aumento della raccolta differenziata. L’obiettivo è migliorare il decoro urbano e rendere il servizio più efficiente. Solo così, sostiene Lazzàro, Taranto potrà avere un servizio pubblico capace di alleggerire davvero la pressione fiscale sui cittadini. Per il consigliere, il tempo degli alibi è finito.










