A Taranto il progetto I am drug free Taranto entra nella fase operativa con nuove attività dedicate ai cittadini stranieri presenti in città. L’iniziativa, patrocinata da Asl Taranto e finanziata con i fondi dell’8×1000 alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, punta a un doppio obiettivo: favorire l’integrazione reale e prevenire il rischio di dipendenze, intercettando il disagio prima che diventi più grave.
Presentato al Serd dell’Asl Taranto, il progetto è promosso dalla Comunità Emmanuel Taranto insieme ai Cas dell’associazione Noi e Voi, al Csv della provincia di Taranto Ets, alla cooperativa Kairos, a Programma Sviluppo e alla cooperativa Costruiamo Insieme. Maria Anna Carelli, responsabile del Centro di prima accoglienza della Comunità Emmanuel, ha spiegato che il lavoro si rivolge a persone di ogni nazionalità e religione, con azioni di ascolto, orientamento e accompagnamento verso i servizi sanitari competenti nei casi di dipendenza già presenti.
I am drug free Taranto, laboratori e attività di strada
Uno dei punti centrali del progetto è il contatto diretto nei luoghi di aggregazione degli stranieri. Offrire una bevanda, uno snack e aprire un dialogo significa riconoscere dignità alle persone e creare un primo legame utile a leggere situazioni di fragilità. Il Dipartimento Dipendenze Patologiche dell’Asl Taranto ha affiancato il percorso anche con momenti di formazione per gli operatori.
La nuova fase prevede un laboratorio sulla legalità, con informazioni su richiesta d’asilo, diritti, protezione e rischi legati a uso, abuso e spaccio di sostanze. Accanto a questo sono partiti un laboratorio emozionale, pensato per dare spazio a paure, aspettative e vissuti del viaggio in Italia, e attività di ceramica e cucina, utili sia per l’integrazione sia per orientare i partecipanti verso opportunità formative e lavorative. Per Taranto significa rafforzare una rete tra istituzioni e terzo settore capace di intervenire prima che emarginazione e dipendenze prendano il sopravvento.









