Taranto si prepara ai Giochi del Mediterraneo 2026. È un’occasione importante per la città e per l’area jonico-adriatica. Ma il risultato, avverte la Camera di commercio di Brindisi-Taranto, non dipenderà solo dall’evento sportivo. Conto anche su ciò che resterà dopo.
A intervenire è il presidente Francesco Cesareo. Commenta la recente visita a Taranto del ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi. Il ministro ha verificato l’andamento dei lavori infrastrutturali. Tra gli impianti visitati c’è anche lo Stadio del Nuoto.
Giochi del Mediterraneo 2026, la sfida dopo l’evento
Cesareo riconosce il valore dei Giochi del Mediterraneo 2026. Li definisce una straordinaria opportunità. Tuttavia, sottolinea un punto centrale. Il successo non si misurerà solo con l’organizzazione. Si misurerà soprattutto con la capacità di trasformare l’eredità in sviluppo stabile.
L’obiettivo è evitare un rischio concreto. Le nuove strutture, se non gestite bene, possono diventare un peso per la comunità. Per questo, secondo Cesareo, serve una programmazione condivisa fin da ora.
Governance post-evento e gestione degli impianti
Il presidente richiama l’attenzione sulla governance post-evento. È il nodo che decide la tenuta nel tempo degli impianti. Dalla stampa, osserva, si apprende che il Comune avrebbe affidato a PwC un incarico. L’obiettivo sarebbe definire un modello di gestione delle strutture.
Cesareo dice di guardare con fiducia allo studio. Ma chiarisce che non basta. Un impianto può vivere solo dentro un ecosistema territoriale solido. Deve essere competitivo e integrato.
Cosa serve per rendere sostenibili le strutture
Secondo Cesareo, la sostenibilità dipenderà da più fattori. Servono accordi con le federazioni sportive. Serve un calendario di eventi continuativi e attrattivi. Serve anche un territorio capace di attirare investimenti e sponsorizzazioni.
Pesano poi trasporti e collegamenti. Conta la qualità e la dimensione del sistema ricettivo. È decisivo il coinvolgimento della comunità economica e sociale. Cesareo segnala che questi punti non sono ancora adeguatamente sviluppati. E oggi rappresentano debolezze del sistema.
Il ruolo delle imprese e il confronto con gli stakeholder
Per Cesareo non si può procedere a compartimenti stagni. L’eredità dei Giochi del Mediterraneo 2026 deve diventare filiera. Deve creare opportunità legate allo sport e ai servizi. Per questo chiede un confronto strutturato con gli stakeholder. E chiede che parta subito.
La Camera di commercio di Brindisi-Taranto si dice disponibile. Vuole mettere in campo competenze e strumenti di analisi. L’obiettivo è costruire un modello post-Giochi che valorizzi gli investimenti. E che li renda utili nel tempo. La linea indicata è chiara: imprese protagoniste e interesse generale come bussola. Anche nelle scelte che si stanno facendo ora.









