Dopo gli accessi anomali registrati nel sistema, il dossier sulle presunte manomissioni Cup Taranto è finito nelle mani dei carabinieri del Nas. La documentazione è stata acquisita ieri, 12 febbraio, negli uffici della direzione generale della Asl di Taranto e nasce dal lavoro di una commissione interna istituita per fare luce sulle anomalie.
La commissione è stata attivata dal direttore generale Gregorio Colacicco, dopo le prime verifiche sulle pratiche gestite attraverso il Centro unico di prenotazione. I militari hanno ritirato la documentazione prodotta e avviato gli approfondimenti per ricostruire con precisione la sequenza delle operazioni contestate.
Manomissioni Cup Taranto, cosa dicono le prime verifiche
Secondo le prime indiscrezioni, sarebbero emersi numerosi accessi anomali al sistema. Molti risulterebbero effettuati fuori dall’orario di servizio e in alcuni casi durante la notte. Le operazioni considerate sospette riguarderebbero una percentuale rilevante delle pratiche analizzate, con numeri complessivi elevati tra cancellazioni e nuove prenotazioni.
I carabinieri del Nas avrebbero acquisito anche copie forensi dei file ritenuti più importanti, passaggio utile a cristallizzare i dati e a consentire analisi tecniche più approfondite. Al momento, però, non sarebbe stata ancora individuata con certezza la responsabilità materiale delle modifiche.
La vicenda ha avuto anche un risvolto politico. Ieri è intervenuto il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Vietri, chiedendo l’audizione urgente dell’assessore alla Sanità Pentassuglia. Nel frattempo, lo stesso assessore avrebbe inviato alla Asl gli ispettori del Nirs per ulteriori verifiche.
Ora l’indagine dovrà chiarire se le anomalie siano riconducibili a irregolarità tecniche oppure a un sistema organizzato di manomissioni. Per i cittadini il punto è uno: capire se e quanto le modifiche al Cup possano aver inciso sulle prenotazioni e sull’accesso alle prestazioni, in un servizio che resta centrale per la sanità territoriale.









