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Ex Ilva, i lavoratori bocciano il progetto Flacks: “Troppe contraddizioni”

Davanti ai cancelli dell’ex Ilva, al cambio turno, prevale lo scetticismo. Il progetto Flacks non convince i lavoratori. Parlano di dichiarazioni contraddittorie e di assenza di certezze sul futuro dello stabilimento e dei posti di lavoro.

Siamo andati davanti alla fabbrica e abbiamo atteso l’uscita degli operai. Pochi hanno accettato di parlare davanti alle telecamere. Chi lo ha fatto ha espresso dubbi chiari. Le parole ascoltate finora, spiegano, non bastano.

Progetto Flacks, cosa non convince gli operai

I lavoratori contestano le dichiarazioni dei consulenti coinvolti e del magnate Michael Flacks. Le giudicano incoerenti. Chiedono indicazioni precise su tempi, investimenti e piano industriale.

Nel team compare il chimico slovacco Peter Kamaras. È tra i candidati al ruolo di amministratore delegato e direttore generale di Acciaierie d’Italia. Anche questo passaggio non rassicura gli operai. Vogliono capire quale direzione prenderà la gestione.

Il gruppo ha coinvolto anche una società ucraina specializzata nella progettazione e nell’ammodernamento degli impianti per la produzione di coke. Un elemento tecnico che però non scioglie i nodi principali. Per chi lavora nello stabilimento contano le garanzie occupazionali e la continuità produttiva.

Il punto resta uno. Il progetto Flacks deve dimostrare con atti concreti di poter dare stabilità alla fabbrica. Fino ad allora, davanti ai cancelli dell’ex Ilva, prevalgono prudenza e diffidenza.

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