Nella tarda serata di domenica 11 gennaio 2026, la camera iperbarica della Marina Militare a Taranto è intervenuta per due casi di intossicazione da monossido di carbonio. La richiesta è arrivata dal Pronto Soccorso dell’ospedale di Manduria. I sanitari hanno segnalato un episodio di intossicazione avvenuto in ambito domestico.
Secondo una comunicazione istituzionale, i due pazienti avrebbero inalato fumi prodotti da una stufa a carbone lasciata accesa in casa. Il personale sanitario ha stabilizzato i pazienti. Ha poi eseguito gli accertamenti preliminari. Successivamente, un’ambulanza li ha trasferiti al Centro Ospedaliero Militare di Taranto.
Camera iperbarica della Marina Militare a Taranto: intervento in emergenza
All’arrivo in struttura, l’équipe ha avviato il primo trattamento di ossigenoterapia iperbarica. Il percorso può prevedere più sedute, in base alla valutazione clinica. L’obiettivo è ridurre il rischio di complicanze legate al monossido. Il monossido di carbonio è un gas inodore e incolore. In ambienti chiusi può raggiungere concentrazioni pericolose.
Nei mesi freddi aumentano i casi di intossicazione. Cresce l’uso di stufe e sistemi di riscaldamento. In casa incidono anche ventilazione insufficiente e combustioni incomplete. In questi scenari, i medici valutano rapidamente gravità e necessità di trattamenti specifici.
Prevenzione monossido: sensori domestici e controlli degli impianti
La comunicazione richiama l’importanza della prevenzione. Tra le misure indicate rientrano i sensori domestici per il monossido di carbonio. Questi dispositivi segnalano la presenza del gas con un allarme. Il testo cita anche campagne di sensibilizzazione attive in varie regioni. Le iniziative puntano su corretta manutenzione e uso sicuro delle fonti di combustione.
Il Servizio di Medicina Iperbarica del Centro Ospedaliero Militare di Taranto opera anche a favore della popolazione civile. La nota descrive questa attività come una collaborazione tra istituzioni civili e militari. La struttura garantisce interventi sia ambulatoriali sia in emergenza-urgenza.
Nei prossimi giorni i sanitari seguiranno l’evoluzione clinica dei due pazienti. Se necessario, programmeranno ulteriori sedute. Le autorità sanitarie ribadiscono l’attenzione sulla prevenzione. In inverno, controlli periodici e rilevatori domestici riducono il rischio di nuovi episodi.










