Il sindaco Piero Bitetti e il rettore Roberto Bellotti hanno condiviso un piano per ampliare e qualificare l’offerta universitaria a Taranto. Al centro del confronto il Dipartimento di Medicina, il nuovo ospedale San Cataldo e corsi legati ad ambiente, sport, cultura e Mediterraneo.
UniBa e Comune lavorano sul futuro universitario di Taranto
Il Comune di Taranto e l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro intendono rafforzare e qualificare ulteriormente la presenza universitaria nel capoluogo ionico.
La strategia è stata al centro dell’incontro tenuto lunedì 20 luglio 2026 tra il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, e il rettore di UniBa, Roberto Bellotti.
Il confronto ha permesso alle due istituzioni di definire una visione comune sul futuro dell’offerta formativa, della ricerca e dell’innovazione nel territorio tarantino.
L’obiettivo è consolidare Taranto come polo universitario di riferimento, con percorsi di studio collegati alle caratteristiche economiche, ambientali, culturali e sociali della città e dell’intera provincia.
La presenza dell’Università di Bari nel territorio ionico
Negli ultimi anni l’Università di Bari ha progressivamente ampliato la propria presenza a Taranto, contribuendo alla costruzione di una piattaforma condivisa per lo sviluppo del territorio ionico.
UniBa è presente in città con il Dipartimento Jonico in “Sistemi giuridici ed economici del Mediterraneo: società, ambiente, culture”, che comprende percorsi di area giuridica, economica e marittima.
L’offerta universitaria tarantina coinvolge inoltre settori considerati strategici per il futuro del territorio, tra cui le Scienze ambientali, le Scienze del farmaco, l’Informatica e comunicazione digitale, la Sicurezza informatica e le Scienze delle produzioni e delle risorse del mare.
Si tratta di ambiti direttamente collegati alla transizione ambientale e digitale, alla blue economy, alla portualità, alla tutela del mare e alle nuove esigenze del sistema produttivo.
Il Dipartimento di Medicina e il nuovo ospedale San Cataldo
Uno dei punti centrali del confronto riguarda il percorso per la costituzione del Dipartimento di Medicina a Taranto.
Il progetto potrà trovare una naturale evoluzione con l’entrata in funzione del nuovo ospedale San Cataldo, creando un collegamento più stretto tra formazione universitaria, assistenza sanitaria e ricerca scientifica.
La presenza di un Dipartimento di Medicina contribuirebbe a rafforzare il ruolo di Taranto come polo sanitario e universitario, offrendo nuove opportunità agli studenti e favorendo la formazione di medici e professionisti sanitari sul territorio.
Il rapporto tra università e ospedale potrebbe inoltre sostenere l’innovazione clinica, la ricerca e la capacità del sistema sanitario ionico di attrarre competenze specialistiche.
Nuovi corsi legati ad ambiente, sport e cultura
Il sindaco Piero Bitetti ha sottolineato la necessità di sviluppare corsi di laurea e percorsi formativi strettamente collegati alle vocazioni di Taranto.
Tra i settori indicati figurano l’ambiente, lo sport e la cultura.
L’ambiente rappresenta una priorità per una città impegnata in un complesso processo di transizione ecologica e industriale.
Lo sport assume un valore strategico anche in relazione ai Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026 e alla necessità di costruire competenze capaci di accompagnare la gestione degli impianti e degli eventi sportivi.
La cultura, infine, può diventare uno strumento di rigenerazione urbana, crescita sociale e valorizzazione dell’identità storica e mediterranea della città.
Taranto polo universitario del Mediterraneo
Comune e Università condividono anche la visione di una Taranto sempre più protagonista nel panorama accademico del Mediterraneo.
La posizione geografica, economica e geopolitica della città potrebbe favorire la nascita di corsi di studio dedicati alle relazioni internazionali, alla cooperazione, ai sistemi economici e giuridici mediterranei e ai rapporti tra Europa e Africa.
Taranto si trova infatti al centro di uno spazio strategico attraversato da importanti trasformazioni economiche, energetiche e politiche.
L’Università può svolgere un ruolo decisivo formando le professionalità necessarie per affrontare queste trasformazioni e creando collegamenti tra istituzioni, imprese, centri di ricerca e comunità locali.
Le opportunità collegate al Piano Mattei
Nel corso dell’incontro sono state esaminate anche le opportunità collegate al Piano Mattei e al rafforzamento delle relazioni tra il Mezzogiorno, l’Europa e i Paesi africani.
In questo scenario Taranto potrebbe diventare un punto di riferimento per la formazione, la ricerca e la cooperazione internazionale nel Mediterraneo.
L’Ateneo barese potrebbe contribuire allo sviluppo di competenze nei settori dell’energia, della logistica, dell’ambiente, della sicurezza, del diritto internazionale e degli scambi economici.
La formazione universitaria diventerebbe così uno degli strumenti per accompagnare i nuovi processi di crescita e cooperazione che interesseranno il Mediterraneo nei prossimi anni.
Bellotti: «Taranto è strategica per l’Università di Bari»
«Taranto rappresenta una realtà strategica per l’Università di Bari», ha dichiarato il rettore Roberto Bellotti.
«Stiamo consolidando una presenza sempre più qualificata attraverso la costruzione di un’offerta formativa fortemente legata alle vocazioni del territorio».
Bellotti ha evidenziato la condivisione con il sindaco Bitetti di una visione che punta a rendere Taranto sempre più protagonista nel Mediterraneo.
Una città, ha spiegato il rettore, capace di attrarre formazione, ricerca e innovazione e di cogliere le opportunità offerte dai nuovi scenari di cooperazione internazionale.
«L’Ateneo continuerà a investire con convinzione per accompagnare la crescita del territorio ionico», ha concluso Bellotti.
Bitetti: «Taranto deve diventare un polo universitario d’eccellenza»
Il sindaco Piero Bitetti ha definito il confronto con il rettore un passaggio importante per tracciare la rotta sul futuro dell’offerta formativa in città.
«Taranto deve consolidarsi come polo universitario d’eccellenza, capace di attrarre talenti e di rispondere concretamente alle sfide del territorio», ha affermato il sindaco.
L’Amministrazione comunale intende lavorare sul rafforzamento della presenza accademica attraverso corsi specifici legati alle naturali vocazioni del territorio, con particolare attenzione ad ambiente, sport e cultura.
«Si tratta di un obiettivo ambizioso che possiamo raggiungere soltanto attraverso una sinergia forte e strutturata», ha aggiunto Bitetti.
Il sindaco ha quindi espresso piena fiducia nella collaborazione istituzionale con l’Università di Bari.
«Uniti sapremo costruire un progetto culturale nuovo, solido e all’altezza delle aspettative dei nostri giovani e della comunità ionica».
Una strategia per trattenere giovani e competenze
Il rafforzamento della presenza universitaria può rappresentare una risposta anche al progressivo allontanamento dei giovani dal territorio.
Un’offerta formativa più ampia e qualificata permetterebbe a molti studenti di frequentare corsi universitari senza lasciare la provincia e potrebbe attirare giovani provenienti da altre aree italiane e dai Paesi del Mediterraneo.
La collaborazione tra Comune e UniBa punta quindi non soltanto ad aumentare il numero dei corsi, ma a costruire un sistema stabile che colleghi formazione, ricerca, sanità, imprese e istituzioni.
La sfida sarà trasformare le proposte emerse durante l’incontro in nuovi percorsi universitari, strutture adeguate e opportunità concrete per gli studenti.
Il futuro universitario di Taranto passa dalla capacità di investire sui giovani e di collegare la conoscenza alle reali esigenze del territorio ionico.








