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Palazzo Archita, Taranto aspetta la svolta dopo vent’anni

Il recupero del Palazzo degli Uffici riparte attraverso il CIS. Oltre 25 milioni di euro per chiudere una ferita aperta nel Borgo.

Taranto attende da circa vent’anni il recupero del Palazzo Archita, il Palazzo degli Uffici fermo tra cantieri incompiuti, rinvii e promesse rimaste senza seguito. Nel cuore del Borgo, l’immobile è diventato il simbolo di una vicenda amministrativa lunga e pesante, segnata da ritardi che hanno inciso sulla vita della città e sulla percezione del suo centro.

La ripartenza passa ora dal Contratto Istituzionale di Sviluppo, lo strumento che dovrebbe consentire di superare lo stallo e riportare il progetto su binari più concreti. Secondo quanto emerso, il percorso prevede lo sblocco di risorse per oltre 25 milioni di euro e procedure di gara sottratte alle lentezze che per anni hanno accompagnato la vicenda.

Palazzo Archita, Taranto guarda al 2027

L’obiettivo indicato è il 2027, anno entro il quale il Palazzo dovrebbe tornare nella disponibilità della città. Una scadenza che, dopo due decenni di attesa, dovrà essere verificata passo dopo passo.

In questa fase viene riconosciuto un ruolo all’onorevole Dario Iaia, che si è mosso a Roma per sollecitare i soggetti coinvolti, compreso il Comune di Taranto. Gli incontri e le interlocuzioni istituzionali avrebbero contribuito a rimettere in movimento una pratica rimasta troppo a lungo bloccata.

Una responsabilità politica lunga vent’anni

Il nodo resta politico e amministrativo. Per anni il dossier non ha trovato una soluzione definitiva, mentre il Palazzo continuava a rappresentare una ferita aperta nel centro cittadino. La continuità tra amministrazioni non ha prodotto il cambio di passo atteso.

Ora il punto non è annunciare l’ennesima ripartenza, ma rispettare tempi, procedure e impegni. Taranto non può permettersi un altro ciclo di rinvii. Il recupero del Palazzo Archita dovrà essere seguito con attenzione, perché ogni ritardo peserebbe ancora una volta sui cittadini e sul futuro del Borgo.

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