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Taranto, la Regione spinge su nuovi limiti per la raffineria Eni

Decaro chiede al Ministero dell’Ambiente di rivedere l’autorizzazione dopo il rapporto sanitario 2024 sull’area jonica.

La Regione Puglia chiede di intervenire subito sull’attività della raffineria Eni di Taranto. Il presidente Antonio Decaro ha inviato al Ministero dell’Ambiente una richiesta formale di riesame dell’autorizzazione integrata ambientale dello stabilimento, sulla base delle conclusioni contenute nel rapporto sul danno sanitario 2024.

Il punto centrale è il rischio sanitario residuo rilevato nell’area jonica. Secondo quanto emerge dal documento tecnico, la situazione resta ancora non accettabile. Per questo la Regione ritiene necessario rivedere le prescrizioni ambientali senza aspettare la scadenza naturale dell’autorizzazione, prevista nel 2034.

La richiesta arriva dopo le valutazioni tecniche di Arpa Puglia, Aress e Asl, che indicano la necessità di ridurre le emissioni inquinanti della raffineria con misure anticipate rispetto ai tempi finora fissati. Sul tavolo c’è anche l’ipotesi di un intervento mirato sui metalli ritenuti più critici, con una riduzione che potrebbe arrivare fino al 36 per cento.

Revisione AIA Eni Taranto, perché la Regione chiede un intervento subito

La revisione AIA Eni Taranto viene indicata dalla Regione come un passaggio necessario alla luce dei dati più recenti. Non si tratta quindi di attendere il rinnovo ordinario dell’autorizzazione, ma di aggiornare ora le condizioni imposte all’impianto.

Il rapporto sanitario 2024 viene considerato l’elemento decisivo. Le strutture tecniche che hanno esaminato il quadro ambientale e sanitario hanno evidenziato che il livello di esposizione residua continua a porre un problema concreto per il territorio. Da qui la richiesta di un riesame ministeriale che possa tradursi in limiti più severi e obblighi più stringenti per l’azienda.

La questione riguarda in particolare le emissioni industriali che continuano ad avere un peso nella valutazione complessiva del rischio. L’obiettivo, nelle intenzioni della Regione, è ottenere una riduzione più rapida e misurabile degli inquinanti considerati più impattanti.

Il rapporto sanitario 2024 e il nodo dell’area jonica

Il nuovo passaggio istituzionale riporta al centro il tema del rapporto tra produzione industriale, controlli ambientali e tutela della salute pubblica a Taranto. Il rapporto sul danno sanitario 2024 conferma che, nonostante gli interventi già previsti negli anni scorsi, resta una quota di rischio che gli enti competenti non considerano superabile con l’attuale assetto autorizzativo.

Per questo il riesame dell’AIA viene visto come uno strumento immediato per intervenire sulle emissioni, modificando prescrizioni e obiettivi prima del 2034. Una scelta che, se accolta dal Ministero, potrebbe avere effetti diretti sull’operatività della raffineria e sugli investimenti necessari per l’adeguamento degli impianti.

Resta ora da capire quali saranno i tempi della valutazione ministeriale e quali misure potranno essere effettivamente inserite nel nuovo quadro autorizzativo. Il confronto coinvolgerà istituzioni, enti tecnici e azienda, ma il punto politico indicato dalla Regione è già chiaro: i dati sanitari più recenti impongono una stretta anticipata.

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