La cultura della legalità entra in classe, nel cuore dei Tamburi. La settimana scorsa la Scuola “Galileo Galilei” di Taranto ha ospitato un incontro con il Comandante Provinciale dei Carabinieri, il colonnello Antonio Marinucci. È stato un momento pensato per parlare ai ragazzi con parole chiare. E per spiegare, fin da piccoli, perché regole e rispetto contano davvero.
L’iniziativa, promossa dalla dirigente scolastica Antonietta Iossa, ha puntato sul dialogo. In aula non si è vista una lezione formale. Al contrario, si sono ascoltate domande, curiosità e riflessioni. Di conseguenza, i ragazzi hanno partecipato con attenzione e senza timori.
Un dialogo concreto con i ragazzi
Durante l’incontro il colonnello Marinucci ha toccato temi vicini alla vita quotidiana. In particolare ha parlato di educazione stradale. Inoltre ha richiamato i rischi legati all’uso di sostanze stupefacenti. Soprattutto, però, ha insistito sul valore della verità e della cultura. Infine ha ribadito l’importanza di rispettare le regole.
Il confronto è rimasto aperto per tutta la mattinata. Così gli studenti hanno potuto intervenire liberamente. Ne è nato un momento semplice, ma utile. Per questo la cultura della legalità è diventata qualcosa di concreto.
Tamburi, un quartiere complesso e una risposta diversa
Il contesto ha dato peso all’incontro. I Tamburi sono spesso raccontati soltanto per le difficoltà. Eppure, dentro la “Galileo Galilei”, si è respirata un’energia diversa. Da una parte c’era attenzione. Dall’altra c’era voglia di capire.
Molti bambini hanno voluto intervenire. Alcuni hanno chiesto chiarimenti. Altri hanno raccontato esperienze e dubbi. In questo modo è emerso un segnale importante: anche nei territori più delicati si può fare tanto, purché ci siano ascolto e continuità.
L’impegno dei Carabinieri nelle scuole
Da anni l’Arma dei Carabinieri promuove incontri nelle scuole. L’obiettivo è diffondere la cultura della legalità e rafforzare la fiducia nelle istituzioni. Non si tratta solo di prevenzione. Piuttosto conta la presenza. E conta il dialogo, perché aiuta i giovani a crescere con maggiore consapevolezza.
“Il Giuramento del piccolo cittadino”
Durante l’appuntamento gli alunni hanno presentato un elaborato. Si intitola “Il Giuramento del piccolo cittadino”. È un testo scritto da loro e, proprio per questo, ha un valore speciale. Dentro ci sono regole semplici e profonde: rispettare gli altri, dire la verità, aiutare chi è in difficoltà, prendersi cura della propria città.
Sono frasi spontanee. Tuttavia raccontano che la cittadinanza si impara presto. E che la scuola può farla crescere giorno dopo giorno.
La memoria del capitano Emanuele Basile
Un altro passaggio ha riguardato la memoria. I ragazzi hanno dedicato un approfondimento al capitano Emanuele Basile, Medaglia d’Oro al Valor Militare. Basile, comandante della Compagnia di Monreale, fu assassinato dalla mafia il 4 maggio 1980. In quel momento era libero dal servizio e teneva in braccio la sua bambina. La sua attività investigativa aveva colpito duramente gli interessi di Cosa Nostra nel territorio siciliano.
La sua storia è stata raccontata con grande partecipazione. Così gli studenti hanno mostrato di cogliere il valore dell’esempio. Allo stesso tempo hanno compreso perché la memoria sia parte della cultura della legalità.
Il disegno consegnato al comandante
Tra i momenti più toccanti ce n’è stato uno inatteso. Un bambino si è avvicinato al colonnello Marinucci mentre parlava. Poco prima aveva ascoltato il racconto di un brutto incidente che aveva coinvolto il comandante in passato. Per questo, con naturalezza, gli ha consegnato un disegno.
Nel foglio c’era una scritta di ringraziamento. C’era anche il colonnello raffigurato mentre rendeva il saluto militare. È stato un gesto semplice, ma capace di riempire l’aula di emozione. In definitiva, in quel momento si è vista l’empatia dei bambini e la purezza con cui sanno esprimere gratitudine.
Cosa resta per chi legge
La dirigente scolastica Antonietta Iossa ha espresso soddisfazione per l’iniziativa. Ha ricordato che la scuola è un presidio di educazione civica e morale. Non costruisce solo competenze. Piuttosto costruisce anche senso dello Stato.
L’incontro alla “Galileo Galilei” lo ha dimostrato. La cultura della legalità nasce dal dialogo. Inoltre si rafforza con l’esempio. E, con il tempo, cresce nella fiducia reciproca. Anche ai Tamburi, quindi, si può seminare bene. E i bambini lo hanno fatto vedere.










