L’allarme cormorani a Taranto mette in ginocchio gli allevamenti ittici. Gli operatori denunciano perdite che superano il 50% della produzione. La Coldiretti chiede alla Regione Puglia misure urgenti di indennizzo per salvare le imprese.
Stormi di cormorani stanno assaltando gli impianti di allevamento della provincia jonica. Gli uccelli acquatici si concentrano nei bacini per divorare il pesce allevato, causando danni diretti e indiretti sempre più pesanti. Non si tratta solo delle quantità sottratte. Molti esemplari che riescono a fuggire agli attacchi restano feriti, diventano invendibili e aumentano il rischio di diffusione di malattie all’interno degli impianti.
L’allarme cormorani a Taranto non è più un episodio isolato ma un fenomeno che si sta estendendo in tutta la Puglia. Gli operatori parlano di una situazione fuori controllo, con intere vasche compromesse e costi che si moltiplicano tra perdita di prodotto, cure veterinarie e mancati ricavi.
Di fronte a questo scenario, la Coldiretti ha formalmente chiesto un intervento della Regione per attivare misure di indennizzo o compensazione economica a favore delle aziende colpite. L’obiettivo è sostenere un comparto strategico per l’economia costiera, già esposto alle difficoltà legate ai costi di gestione e alle dinamiche di mercato.
Se non arriveranno risposte rapide, avvertono gli operatori, molte imprese rischiano di ridurre drasticamente la produzione o di fermarsi. Per il territorio significherebbe meno lavoro, meno pesce locale e un ulteriore indebolimento della filiera ittica pugliese.










