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Parcheggi a Taranto, ADOC incalza il Comune: servono risposte subito

Parcheggi a Taranto torna al centro del confronto tra cittadini e amministrazione. A due settimane dall’incontro a Palazzo di Città, ADOC Taranto sollecita una risposta ufficiale del Comune sulle proposte consegnate il 12 marzo al sindaco Piero Bitetti per alleggerire i costi della sosta a pagamento e dei permessi riservati ai residenti.

La questione nasce dalla delibera approvata nell’estate 2024, che ha eliminato in diverse zone della città i permessi gratuiti per i residenti. Una scelta che, secondo l’associazione dei consumatori, ha imposto a molte famiglie tarantine un peso economico difficile da sostenere, con spese fino a 75 euro al mese per parcheggiare nei pressi della propria abitazione.

Parcheggi a Taranto, le proposte di ADOC al Comune

Nel documento consegnato al primo cittadino, ADOC ha chiesto la sospensione cautelativa della delibera e la riattivazione dei vecchi permessi già da aprile per i residenti titolari. Accanto a questa richiesta, l’associazione ha avanzato una proposta alternativa con tariffe calmierate: un pass residenziale da 10 a 15 euro mensili nelle zone di appartenenza, un pass lavorativo da 15 a 20 euro per chi deve sostare vicino al luogo di lavoro e un abbonamento totale cittadino da 40 o 50 euro al mese.

presidente di ADOC Taranto, Domenico Votano

Il presidente di ADOC Taranto, Domenico Votano, parla di un’iniziativa costruttiva pensata per ridurre il disagio economico e, allo stesso tempo, consentire al Comune di recuperare entrate in modo più sostenibile. Sulla stessa linea anche la UIL Taranto, con il coordinatore territoriale Gennaro Oliva che denuncia il rischio di scaricare su lavoratori, pensionati e famiglie il peso delle scelte amministrative.

coordinatore territoriale Gennaro Oliva

L’assenza di un riscontro ufficiale, avverte ADOC, rischia ora di alimentare tensioni e nuove mobilitazioni. Per i cittadini il tema non riguarda soltanto la sosta, ma il diritto a muoversi e vivere la città senza costi giudicati insostenibili.

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