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Mitili di Taranto, i dati Asl riaprono il caso contaminazione nel Mar Piccolo

I mitili di Taranto tornano al centro del dibattito pubblico. Due giorni fa il Commissario straordinario Vito Felice Uricchio ha dichiarato alla stampa che i mitili del primo seno del Mar Piccolo non risultano contaminati. La notizia è positiva. Ma oggi i cittadini non possono verificare quelle parole attraverso dati ufficiali e facilmente consultabili.

Il punto centrale riguarda proprio la documentazione pubblica. Secondo Luciano Manna di Veraleaks, gli unici dati accessibili della Asl di Taranto descrivono uno scenario diverso e più preoccupante. Le analisi pubblicate dall’azienda sanitaria, infatti, indicano criticità sia per il primo seno sia per il secondo seno del Mar Piccolo.

Nei documenti ufficiali della Asl, relativi ai controlli eseguiti secondo il regolamento europeo 2023/915, i mesi di settembre e ottobre 2025 mostrano valori oltre i limiti massimi e oltre i limiti di azione per diossine e Pcb nelle cozze novellame. Si tratta di mitili giovani già contaminati. Le stesse grafiche indicano anche i punti di prelievo nelle aree monitorate.

Mitili di Taranto, il nodo dei dati ufficiali

Da qui nasce la domanda: su quali dati ufficiali il Commissario fonda le sue rassicurazioni? E soprattutto, dove possono consultarli i cittadini? Il dubbio cresce perché già nella primavera del 2025 alcune analisi avevano raggiunto i limiti di azione. Dopo l’estate, quindi, un peggioramento appariva prevedibile. Secondo la denuncia, questo andamento si ripete da anni.

Restano aperte anche altre questioni. La prima riguarda un vuoto nei dati Asl tra settembre 2024 e marzo 2025. In quel periodo non è chiaro cosa sia accaduto. La seconda riguarda il tema del dissequestro delle aree del primo seno del Mar Piccolo. Manna ricorda che il sequestro del 18 ottobre 2021 riguardava impianti abusivi collocati oltre la linea consentita. Per questo collegare il dissequestro a motivi ambientali rischia di generare confusione.

Il punto, secondo gli autori della denuncia, resta uno solo: Taranto ha bisogno di chiarezza, trasparenza e rigore scientifico. Quando si parla di salute pubblica, ambiente e filiera alimentare, servono dati completi e parole precise. I documenti citati, conclude Manna, sono già stati consegnati alla Procura di Taranto il 4 marzo 2026.

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