La vertenza ex Cementir Taranto torna al centro dell’attenzione sindacale e istituzionale. La Fillea Cgil di Taranto ha chiesto al sindaco Bitetti l’apertura di un confronto ufficiale sul futuro del sito industriale e sulle prospettive occupazionali dei lavoratori ancora coinvolti nella crisi. La richiesta arriva in una fase delicata, con 37 dipendenti attualmente in cassa integrazione fino al 15 settembre.
Il punto centrale riguarda la riconversione dell’area ex Cementir, dopo la cessazione definitiva delle attività produttive annunciata da Cemitaly nel 2021, in seguito all’acquisizione da parte di Italcementi. Da allora il sindacato sollecita una soluzione concreta che consenta di dare una nuova funzione industriale al sito e, allo stesso tempo, di salvaguardare i livelli occupazionali.
Vertenza ex Cementir Taranto, il nodo è la riconversione del sito
Nel corso degli ultimi anni la Fillea Cgil ha avanzato diverse ipotesi per evitare che l’area restasse senza prospettive. Tra le proposte presentate figura la trasformazione del sito in un impianto per l’inertizzazione dell’amianto. Un’altra possibilità indicata dal sindacato è stata la candidatura dell’area ai bandi del Pnrr per realizzare un polo dedicato alla produzione di idrogeno verde. Finora, però, queste ipotesi non hanno portato a sviluppi operativi.
Per questo il sindacato chiede ora un passaggio istituzionale chiaro, con il coinvolgimento diretto dell’amministrazione comunale. L’obiettivo è aprire un tavolo che metta insieme lavoro, sviluppo industriale e sostenibilità ambientale, evitando che la vertenza resti bloccata ancora a lungo.
La situazione riguarda da vicino i 37 lavoratori e le loro famiglie, ma coinvolge anche il futuro produttivo di Taranto. La riconversione del sito ex Cementir viene considerata un passaggio importante non solo per dare risposte occupazionali immediate, ma anche per capire quale direzione industriale si intenda costruire per l’area nei prossimi anni.
Con la cassa integrazione in scadenza il 15 settembre, i tempi si fanno stretti. La richiesta della Fillea Cgil punta quindi a ottenere risposte rapide e ad aprire un confronto concreto su una vertenza che, a distanza di anni dalla chiusura, resta ancora senza una soluzione definita








