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Cis Taranto, Bitetti chiede rimodulazione e nuovi fondi

Bitetti chiede rimodulazione e nuovi fondi

Il sindaco sollecita i ministri Foti e Giorgetti e il responsabile Iaia: piano finanziario non più coerente con costi e criticità.

Il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, torna sul tema del Cis Taranto e chiede un aggiornamento della dotazione finanziaria. Nelle sue dichiarazioni, il primo cittadino sostiene che l’attuale piano economico non rispecchi più l’evoluzione dei costi. Indica inoltre criticità progettuali che, a suo avviso, rendono necessaria una revisione complessiva.

Secondo quanto riportato nel testo fornito alla redazione, Bitetti afferma di aver avanzato una richiesta ai ministri Tommaso Foti (Affari europei, PNRR e Politiche di coesione) e Giancarlo Giorgetti (Economia e Finanze). Nel passaggio citato, il sindaco chiede di valutare la possibilità di rimodulare le risorse già assegnate e di integrare la dotazione con nuovi fondi. Il riferimento è anche al responsabile unico del Cis Taranto, Dario Iaia, indicato come interlocutore nella governance dello strumento.

La nota, così come consegnata, non è accompagnata da un link ufficiale. Per trasparenza verso i lettori, in assenza della fonte primaria pubblicata su canali istituzionali, le frasi vengono qui riportate come dichiarazioni attribuite al sindaco nel testo ricevuto dalla redazione.

Che cos’è il Cis Taranto e perché si parla di “rimodulazione”

Il Contratto istituzionale di sviluppo (CIS) è uno strumento utilizzato per coordinare interventi complessi su territori e filiere, con una regia che coinvolge più amministrazioni. Per il caso di Taranto, la governance prevede una figura di coordinamento e monitoraggio: il Responsabile unico del CIS, chiamato a seguire attuazione, risultati e confronto con territori ed enti coinvolti.

Nel merito, quando si parla di “rimodulazione”, in genere si intende una revisione di importi, priorità e cronoprogrammi, per rendere gli interventi realizzabili alla luce di costi aggiornati e ostacoli emersi. Nel testo consegnato, Bitetti lega la richiesta proprio allo scarto tra piano finanziario e condizioni attuali, citando “evoluzione dei costi” e “criticità progettuali”.

Il sindaco, inoltre, rivolge un appello a parlamentari e consiglieri regionali del territorio ionico, chiedendo sostegno trasversale. L’obiettivo dichiarato è indirizzare l’azione verso una riconversione economica, culturale e sociale della città, collegata alla transizione del territorio.

Interlocutori istituzionali e prossimi passaggi attesi

Sul piano istituzionale, la richiesta chiama in causa il Ministero con deleghe su PNRR e coesione (guidato da Tommaso Foti) e il MEF (guidato da Giancarlo Giorgetti).
Per la parte operativa del CIS, la figura del responsabile unico è indicata pubblicamente nella documentazione e nel racconto degli incontri e dei tavoli locali sul Cis Taranto.

In assenza di un comunicato ufficiale linkabile, non è possibile verificare data, protocollo e forma della richiesta citata (lettera, nota, incontro). Resta però tracciabile il quadro istituzionale: i ruoli dei soggetti menzionati e la cornice del CIS.

Se e quando verrà pubblicata la fonte primaria, l’attenzione si concentrerà su tre elementi. Il primo è l’eventuale ridefinizione delle risorse e delle priorità. Il secondo è la copertura finanziaria di eventuali integrazioni. Il terzo è il calendario dei passaggi: tavoli, decisioni e atti conseguenti.

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