La vertenza sul portierato Corti d’Appello entra in una fase critica. La UILTuCS Puglia ha proclamato lo stato di agitazione per il personale impiegato nei servizi di portierato e reception. Le sedi interessate sono quelle della Corte d’Appello di Brindisi, Lecce e Taranto. Il sindacato collega la decisione alle scelte assunte dalla Corte d’Appello di Lecce, committente del servizio. L’impatto, secondo la UILTuCS, è immediato e riguarda ore e occupazione.
Il caso nasce alla scadenza del contratto con la società Clean Service srl. Il servizio rientrava nella convenzione Consip. In attesa di una nuova gara, la Corte d’Appello ha disposto un affidamento diretto sotto soglia. La durata prevista è di quattro mesi. L’incarico è stato assegnato alla società Bruma Investigazioni. Per il sindacato, però, l’affidamento include una riduzione di circa il 30% delle prestazioni. È il punto che accende la protesta.
Portierato Corti d’Appello: cosa cambia con l’affidamento ponte
La UILTuCS sostiene che il taglio delle prestazioni non resti sulla carta. Può tradursi in meno turni e meno ore. E quindi in minori retribuzioni. Il sindacato teme anche un effetto “precedente”. La riduzione arriverebbe prima della nuova gara. Questo, secondo la UILTuCS, può condizionare il futuro assetto del servizio.
“Riteniamo fortemente lesiva la decisione assunta dalla Corte di Appello di Lecce”, dichiara Marco Dell’Anna, segretario generale UILTuCS Puglia. Il sindacato parla di oltre trenta lavoratori esposti al rischio di precarietà. Sottolinea inoltre il peso della committenza pubblica. In un appalto pubblico, afferma la UILTuCS, dovrebbero essere garantite dignità e tenuta dei livelli occupazionali.
Le critiche della UILTuCS su tempi e modalità
Secondo la UILTuCS, le modalità dell’affidamento sono particolarmente critiche. Dell’Anna evidenzia che la scelta sembra orientata a ridurre gli orari prima della nuova gara. Il sindacato teme che il costo delle decisioni amministrative venga scaricato sui lavoratori. La preoccupazione riguarda anche la tenuta complessiva del servizio. Portierato e reception sono funzioni quotidiane negli uffici giudiziari. Servono a gestire accessi e accoglienza. E garantiscono continuità operativa.
Per questo la UILTuCS chiede un confronto rapido. L’obiettivo è evitare tagli strutturali mascherati da soluzione temporanea. Il sindacato chiede anche che la fase transitoria non diventi irreversibile. Per chi lavora, quattro mesi possono pesare molto. Soprattutto se la riduzione di ore diventa la regola.
Taranto e l’emergenza lavoro
Taranto è indicata dal sindacato come uno dei punti più fragili della vertenza. “La situazione tarantina desta serie e profonde preoccupazioni”, sottolinea Alfonso Galiano, componente di segreteria UILTuCS Taranto. Il sindacato colloca l’appalto in un contesto già difficile. Parla di decine di vertenze aperte. Parla anche di centinaia di posti a rischio. I settori citati sono commercio, servizi e appalti.
Per la UILTuCS Taranto il rischio è aggravare una crisi strutturale. “Ogni riduzione di orario, ogni posto perso, indebolisce ulteriormente un territorio già stremato”, aggiunge Galiano. Il tema, per il sindacato, è l’impatto sociale. Un taglio di ore può diventare un taglio di reddito. E può colpire famiglie che vivono già in equilibrio precario.
Sciopero e richiesta di incontro urgente
A partire da ieri, lunedì 2 febbraio, i lavoratori sono in sciopero. È previsto anche un sit-in di protesta davanti al Tribunale Penale di Lecce. La UILTuCS ha richiesto un incontro urgente alla Corte d’Appello di Lecce. Ha chiesto anche la convocazione del Comitato SEPAC della Regione Puglia. Il sindacato vuole aprire un confronto sulle ricadute dell’affidamento e sulla tutela occupazionale.
Cosa cambia per i lavoratori e per il territorio
Per i lavoratori coinvolti, la questione è doppia. C’è l’immediato, legato all’affidamento quadrimestrale. E c’è il futuro, legato alla nuova gara. La UILTuCS vuole evitare che la riduzione di prestazioni diventi un modello stabile. “Siamo pronti a mettere in campo ogni ulteriore iniziativa”, concludono Dell’Anna e Galiano. L’obiettivo dichiarato è fermare un taglio che, secondo il sindacato, rischia di pesare sull’occupazione. E di farlo proprio in un appalto pubblico.










