Il consigliere comunale Luca Lazzàro ha visitato la Casa Circondariale “Carmelo Magli” di Taranto, incontrando il direttore Luciano Mellone e il comandante facente funzioni Luigi Tarulli. Al centro del confronto sovraffollamento, carenza di personale, manutenzione della struttura e percorsi di reinserimento dei detenuti.
Carcere di Taranto, Lazzàro denuncia il sovraffollamento: oltre 850 detenuti nella “Carmelo Magli”
Il carcere di Taranto ospita oggi oltre 850 detenuti a fronte di una capienza regolamentare compresa tra 350 e 400 posti, con un livello di sovraffollamento superiore al 220%. È quanto emerge dalla visita istituzionale effettuata questa mattina dal consigliere comunale Luca Lazzàro presso la Casa Circondariale “Carmelo Magli”, dove ha incontrato il direttore Luciano Mellone e il comandante facente funzioni Luigi Tarulli.
L’incontro è servito ad approfondire le condizioni dell’istituto penitenziario, confrontandosi sulle principali criticità organizzative e strutturali, ma anche sulle possibili forme di collaborazione tra il carcere e il territorio.
Sovraffollamento e carenza di personale
Secondo Lazzàro, la situazione dell’istituto richiede un’attenzione costante da parte delle istituzioni.
«La struttura ha una capienza regolamentare compresa indicativamente tra i 350 e i 400 posti, mentre oggi ospita oltre 850 detenuti. Un dato che inevitabilmente incide sulla gestione quotidiana dell’istituto e sulle condizioni di permanenza delle persone detenute», ha dichiarato il consigliere comunale.

Tra le criticità evidenziate figurano anche la necessità di interventi di manutenzione, ambienti ormai datati e celle utilizzate oltre la capacità originaria.
Lazzàro ha inoltre sottolineato la carenza di personale, in particolare della Polizia Penitenziaria, evidenziando come il rapporto tra operatori e detenuti renda sempre più complessa la gestione della struttura.
Il lavoro degli operatori
Nel corso della visita il consigliere comunale ha voluto riconoscere il lavoro svolto quotidianamente da tutto il personale.
«Direzione, Polizia Penitenziaria, operatori sanitari e tutte le professionalità presenti nella struttura svolgono un lavoro straordinario in condizioni particolarmente difficili».

Secondo Lazzàro, proprio l’impegno degli operatori consente di garantire sicurezza e continuità ai servizi nonostante il forte sovraffollamento.
Formazione, università e reinserimento sociale
Durante il confronto sono stati affrontati anche i percorsi trattamentali e le attività dedicate al reinserimento sociale dei detenuti.
L’ASL Taranto assicura il supporto sanitario e psicologico, mentre all’interno della struttura sono attivi programmi scolastici, corsi universitari in collaborazione con l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, oltre a laboratori professionali come sartoria e pasticceria.
Lazzàro ha inoltre proposto di ampliare l’offerta formativa con iniziative dedicate al settore agricolo, ritenuto uno strumento utile per favorire competenze professionali e nuove opportunità lavorative.
La nomina del Garante comunale
Il consigliere comunale ha richiamato anche l’importanza di accelerare la nomina del Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale, figura che il Consiglio comunale di Taranto si appresta a individuare.
Secondo Lazzàro, la presenza di questo organismo contribuirebbe a rafforzare il dialogo tra istituzioni, amministrazione penitenziaria e popolazione detenuta.
Il richiamo alla nuova normativa
Nel corso della visita è stato affrontato anche il recente intervento normativo che introduce nuove possibilità di detenzione domiciliare in casi specifici per persone tossicodipendenti inserite in percorsi terapeutici.
Per Lazzàro si tratta di una misura che può contribuire sia al recupero delle persone coinvolte sia alla riduzione della pressione sugli istituti penitenziari italiani.
L’appello finale
La visita si è conclusa con l’impegno a mantenere alta l’attenzione sulle condizioni della Casa Circondariale “Carmelo Magli”.
«La situazione del carcere di Taranto richiede un impegno condiviso da parte di tutte le istituzioni. Solo attraverso interventi strutturali, un adeguato potenziamento del personale e il sostegno ai percorsi di reinserimento sarà possibile affrontare le criticità emerse», ha concluso Luca Lazzàro.









