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Ginosa ricorda Paolo Borsellino: “La stanza di Agnese” in Piazza Orologio

Lunedì 27 luglio Sara Bevilacqua porterà nel centro storico di Ginosa il racconto umano, familiare e professionale di Paolo Borsellino, visto attraverso gli occhi della moglie Agnese Piraino Leto.

Ginosa ricorda Paolo Borsellino con “La stanza di Agnese”, lo spettacolo teatrale in programma lunedì 27 luglio 2026, alle 20.30, in Piazza Orologio.

Nel cuore del centro storico, l’attrice Sara Bevilacqua accompagnerà il pubblico nella vita privata e professionale del magistrato ucciso dalla mafia, ricostruita attraverso i ricordi della moglie Agnese Piraino Leto.

L’appuntamento, a ingresso libero, rientra nel cartellone estivo del Comune di Ginosa “Che Estate!” ed è realizzato in collaborazione con Avviso Pubblico – Enti locali e Regioni contro mafie e corruzione.

Paolo Borsellino raccontato attraverso gli occhi di Agnese

“La stanza di Agnese” è uno spettacolo teatrale di e con Sara Bevilacqua, costruito sulla drammaturgia di Osvaldo Capraro.

La rappresentazione non si limita a ricordare Paolo Borsellino come magistrato e simbolo della lotta alla mafia. Porta in scena anche il marito, il padre e l’uomo che, nonostante le minacce e il peso delle proprie responsabilità, riusciva a scherzare e a cercare momenti di normalità con la famiglia.

Il racconto attraversa la storia personale e professionale del giudice mediante la voce e i ricordi della moglie Agnese Piraino Leto.

La telefonata di Francesco Cossiga e il ritorno dei ricordi

La narrazione prende avvio nel 2010, quando Agnese, già segnata da una grave malattia, riceve una telefonata dall’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga.

Quella chiamata riapre le porte della memoria.

Agnese ripercorre il primo incontro con Paolo, il matrimonio, la nascita dei figli e gli anni trascorsi accanto a un uomo impegnato in prima linea contro Cosa nostra.

I ricordi familiari si intrecciano con le pagine più drammatiche della storia italiana: il lavoro del pool antimafia, il rapporto con Giovanni Falcone, la vicinanza degli uomini della scorta e il crescente isolamento vissuto da Borsellino durante la sua battaglia per la verità e la giustizia.

“La stanza di Agnese”, un dialogo oltre il tempo

Più che un tradizionale monologo, “La stanza di Agnese” si sviluppa come un dialogo continuo tra Agnese e Paolo.

Un dialogo che supera il tempo e la morte attraverso i ricordi, alternando tenerezza, ironia, dolore e indignazione.

La dimensione pubblica del magistrato incontra così quella più intima dell’uomo. Accanto al simbolo della lotta alla criminalità organizzata emerge una persona legata profondamente alla moglie, ai figli e agli uomini che condividevano con lui i rischi quotidiani del lavoro.

Paolo Borsellino fu assassinato dalla mafia il 19 luglio 1992 nella strage di via D’Amelio, a Palermo. Nell’attentato morirono anche gli agenti della scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

Una produzione pugliese dedicata alla memoria

Lo spettacolo è una produzione di Meridiani Perduti Teatro, realizzata con il supporto di TRAC – Centro di residenza teatrale pugliese.

Il progetto ha ricevuto il sostegno di Factory Compagnia Transadriatica ed è stato sviluppato in sinergia con la Scuola di formazione Antonino Caponnetto.

“La stanza di Agnese” ha debuttato nel 2022 ed è stato rappresentato in diverse città italiane, trasformando il teatro in uno strumento di conoscenza, memoria civile e riflessione collettiva.

Teatro civile nel centro storico di Ginosa

La scelta di Piazza Orologio aggiunge valore simbolico all’appuntamento.

Uno dei luoghi più riconoscibili del centro storico di Ginosa diventerà lo spazio nel quale la memoria privata della famiglia Borsellino incontrerà quella collettiva del Paese.

Lo spettacolo offrirà al pubblico non soltanto il ricordo di un magistrato ucciso dalla mafia, ma anche una riflessione sulla responsabilità personale, sul senso dello Stato e sulla necessità di continuare a contrastare mafie e corruzione.

Ricordare Paolo Borsellino significa, ancora oggi, interrogarsi sul valore della legalità e sul dovere di non lasciare soli coloro che difendono le istituzioni.

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