Il titolare Mino Palmisano contesta il provvedimento degli uffici comunali e parla di 59 posti di lavoro a rischio
La chiusura Giardini Virgilio è diventata in poche ore uno dei temi più discussi a Taranto. Lo stop alle attività della struttura, disposto dopo la revoca delle licenze da parte degli uffici comunali competenti, ha provocato una dura reazione del titolare Mino Palmisano, che ha denunciato pubblicamente la vicenda parlando di gravi conseguenze sul piano economico e occupazionale.
Il caso riguarda uno dei luoghi più conosciuti della città, da anni frequentato da famiglie, giovani e cittadini. Oltre all’area destinata alla socialità, si è fermata anche l’attività di somministrazione. Secondo quanto dichiarato da Palmisano, il provvedimento sarebbe stato adottato dal Patrimonio e dal Suap, con effetto immediato sulla gestione dell’intero complesso.
L’imprenditore sostiene che la società non avrebbe responsabilità dirette rispetto alle criticità contestate. Nel suo intervento pubblico afferma infatti di avere trovato una situazione già esistente al momento dell’affidamento della struttura e di averla gestita negli anni cercando di mantenerla operativa e fruibile.
Chiusura Giardini Virgilio, il nodo sulle strutture contestate
Al centro della vicenda c’è il bando pubblico con cui era stata assegnata la gestione dei Giardini Virgilio. Palmisano contesta in particolare la distanza tra quanto indicato formalmente negli atti e le condizioni reali del sito. Secondo la sua ricostruzione, alcune strutture oggi finite al centro delle contestazioni sarebbero già state presenti prima dell’avvio della gestione.
È proprio su questo punto che si concentra lo scontro con il Comune. Il titolare sostiene di avere ereditato problemi non prodotti dalla sua attività e di essersi trovato a gestire una situazione complessa. Rivendica inoltre il lavoro svolto negli anni per tenere in vita il bene pubblico, evitare l’abbandono e garantire continuità a un luogo che per Taranto ha avuto una funzione sociale precisa.
Nel suo sfogo pubblico Palmisano richiama anche gli aspetti economici della concessione. Sostiene di avere versato regolarmente i canoni dovuti al Comune e quantifica in oltre 450 mila euro le somme corrisposte dal 2020 a oggi. Una cifra che, nella sua lettura, dimostrerebbe l’impegno sostenuto dalla gestione.
Chiusura Giardini Virgilio, lavoro e polemica politica
La chiusura Giardini Virgilio apre anche un fronte occupazionale. Secondo quanto riferito dal titolare, lo stop metterebbe a rischio 59 posti di lavoro diretti, oltre a un indotto collegato all’attività. Un dato che rende la vicenda ancora più delicata per la città, già alle prese con numerose questioni sociali e lavorative.
Accanto all’aspetto economico c’è poi quello simbolico. I Giardini Virgilio non sono soltanto una concessione pubblica o un’attività commerciale. Nel tempo sono diventati un punto di incontro riconoscibile, uno spazio utilizzato per eventi, iniziative e momenti pubblici. È anche su questo terreno che la protesta del titolare prova a fare leva, sottolineando il rischio di perdere un luogo considerato importante nella vita cittadina.
Palmisano respinge ogni addebito sulla nascita delle irregolarità contestate e insiste su un punto: se la struttura presentava problemi precedenti, andava chiarito prima e non dopo anni di attività. Da qui nasce la contestazione politica e amministrativa che ora accompagna la chiusura.
I prossimi passaggi
Il titolare ha annunciato di voler affrontare la vicenda nelle sedi opportune. Per il momento non sono stati resi noti ulteriori dettagli sugli eventuali passaggi amministrativi o legali, ma è chiaro che il confronto con il Comune non si fermerà alle dichiarazioni pubbliche.
La chiusura Giardini Virgilio lascia quindi aperti diversi interrogativi: la gestione futura dell’area, la tutela dei lavoratori coinvolti e il chiarimento sulle responsabilità che hanno portato alla revoca delle licenze. Sullo sfondo resta una questione che tocca da vicino Taranto: il destino di un luogo che, al di là dello scontro in corso, ha rappresentato per anni un pezzo della vita cittadina.










