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Raffineria di Taranto, UGL Chimici: “Su salute e lavoro servono dati chiari e confronto vero”

Il sindacato interviene sul riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale per Eni Industrial Evolution: attenzione alla tutela sanitaria, ma senza confondere gli scenari teorici con i valori effettivamente rilevati.

La Raffineria di Taranto torna al centro del confronto dopo la richiesta di riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale avanzata dalla Regione Puglia. La procedura riapre il dibattito sui limiti emissivi autorizzati per lo stabilimento Eni Industrial Evolution. La UGL Chimici chiede però un confronto rigoroso, basato sui dati e non sugli allarmismi.

Per il sindacato, salute e ambiente restano due priorità assolute per Taranto. Proprio per questo, la discussione deve restare chiara e comprensibile. Secondo la sigla, in questi giorni si è creato un clima di confusione attorno alla vicenda. Il rischio è quello di mescolare i dati misurati con gli scenari teorici elaborati a fini precauzionali.

Raffineria di Taranto, cosa chiede la UGL Chimici

La posizione del sindacato parte da un punto preciso. La Valutazione del Danno Sanitario 2024 è uno strumento utile per prevenire possibili rischi. Tuttavia, secondo UGL Chimici, non può essere letta come una fotografia automatica della situazione attuale della raffineria.

Lo studio, elaborato con ARPA Puglia, ARESS Puglia e ASL Taranto, considera infatti scenari teorici di massimo impatto. Per questo il sindacato invita a distinguere tra le ipotesi cautelative e i valori che emergono dai monitoraggi eseguiti sugli impianti.

Secondo quanto riferito dalla UGL Chimici, i dati oggi disponibili e forniti dall’azienda indicherebbero emissioni entro i limiti di legge. In diversi casi, i valori risulterebbero anche inferiori rispetto ai parametri autorizzati. Il sindacato chiede che questi elementi vengano illustrati con chiarezza nelle sedi opportune. L’obiettivo è rendere il confronto più trasparente e più comprensibile anche per i cittadini.

Il riesame AIA e il confronto con l’azienda

Al centro della vicenda c’è l’istanza presentata dal presidente della Regione Puglia Antonio Decaro. La richiesta punta a rivedere e adeguare i limiti emissivi fissati nell’AIA rilasciata nel 2018. L’attenzione si concentra in particolare su alcuni metalli, tra cui cromo esavalente, arsenico, cobalto e nichel, collegati al camino E3 della centrale termoelettrica.

Su questo punto, osserva il sindacato, l’azienda avrebbe già mostrato apertura. Eni Industrial Evolution avrebbe infatti proposto una possibile ulteriore riduzione dei limiti emissivi proprio per le sostanze indicate nell’istanza. Per la UGL Chimici si tratta di un segnale importante. Dimostra che un percorso di miglioramento è già presente nel confronto in corso.

Un passaggio in questa direzione si è registrato anche l’8 aprile 2026. In quella data si è svolto un incontro tra azienda e Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza e l’Ambiente. Durante il confronto, l’azienda ha approfondito gli aspetti ambientali e il clima mediatico nato attorno alla questione.

Salute, ambiente e lavoro nella discussione su Taranto

Alessandro Calabrese, segretario della UGL Chimici, richiama l’attenzione sul modo in cui vengono affrontati pubblicamente temi così delicati. Secondo il sindacato, parlare di salute e ambiente senza spiegare bene le ragioni tecniche dell’istanza rischia di aumentare preoccupazioni e tensioni. A Taranto, aggiunge la sigla, ogni parola ha un peso particolare.

La UGL Chimici ribadisce un principio preciso. La tutela della salute deve restare centrale. Allo stesso tempo, le decisioni devono poggiare su dati concreti, monitoraggi continui e condizioni reali di esercizio degli impianti. Per il sindacato, servono quindi valutazioni proporzionate e fondate dal punto di vista tecnico.

La sigla chiede un percorso strutturato e unitario. Al tavolo devono sedere istituzioni, enti tecnici, azienda e rappresentanze dei lavoratori. Solo così, sostiene il sindacato, si può evitare altra confusione. E solo così si possono affrontare con serietà eventuali criticità reali, qualora emergano violazioni accertate.

Nel messaggio finale, la UGL Chimici invita a evitare nuove contrapposizioni. Taranto, secondo il sindacato, ha bisogno di verità, trasparenza e responsabilità. Ha bisogno anche di un confronto continuo che punti al miglioramento senza mettere in discussione, in modo preventivo e non fondato, il lavoro di centinaia di persone.

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