Si conclude a Massafra il Corso di Medicina di Combattimento della Marina Militare. Oggi nella Caserma Ciaravolo, medici e infermieri mostreranno le capacità operative acquisite per intervenire in scenari di guerra e ambienti ostili.
La giornata segna il momento finale della 27ª edizione del percorso formativo, organizzato dal 1998 e considerato il primo corso in Italia di “Combat Casualty Care”. Un appuntamento che negli anni è diventato un riferimento per la formazione sanitaria in ambito militare.
Nel corso della dimostrazione conclusiva, il personale sanitario della Marina Militare, affiancato dalla Brigata Marina San Marco e coordinato dallo staff sanitario del Comando in Capo della Squadra Navale, opererà in uno scenario realistico. L’obiettivo è riprodurre condizioni operative complesse, dove rapidità e precisione fanno la differenza tra la vita e la morte.
Il corso è finalizzato all’applicazione dei protocolli del Tactical Combat Casualty Care, il sistema che disciplina le cure salvavita direttamente sul campo di battaglia. Si tratta di procedure che consentono di stabilizzare i feriti prima del trasferimento verso un Posto Medico Avanzato o verso strutture sanitarie campali attrezzate.
La Medicina di Combattimento rappresenta oggi un tassello fondamentale nella preparazione delle forze armate impegnate in contesti ad alto rischio. L’addestramento continuo e l’aggiornamento dei protocolli permettono di aumentare le probabilità di sopravvivenza in operazioni reali, garantendo interventi tempestivi anche in situazioni non permissive.
Con la chiusura della 27ª edizione, la Marina Militare conferma il proprio impegno nella formazione specialistica del personale sanitario, rafforzando una competenza che incide direttamente sulla sicurezza e sulla capacità operativa delle unità impiegate sul territorio nazionale e nelle missioni all’estero.










